Pasquato non ha esultato per il goal nella 'sua' Padova, ma... "Ero in Paradiso..."

"Un successo davvero straordinario dell'Empoli".

Goal scoring , ball
Pasquato è pronto per il salto di qualità. Il ragazzo cresciuto nelle giovanili della Juventus, sta attendendo la svolta per la sua carriera. Il goal segnato a Padova, proprio sul prato verde dell'Euganeo, lo stadio della città nella quale è nato vent'anni fa, potrebbe essere un inizio.

"Ci tenevo, e tanto anche - confessa Pasquato - perché non posso certo dimenticare le mie origini, non solo calcistiche. Stavo bene e, visto che ero destinato alla panchina, speravo che nel corso della gara il mister mi concedesse anche pochi minuti. Invece è andata a finire che, non solo ho giocato dall'inizio, ma ho provato anche la gioia di segnare un gol e contribuire così a un successo davvero straordinario dell'Empoli. Il Padova, infatti, è una gran bella squadra e se siamo riusciti a vincere vuol dire che anche noi siamo forti".

Pasquato ha ripagato la sorpresa di essere titolare contro i patavini. "La formazione era decisa da giorni ­ - spiega l'azzurrino - per cui sapevo bene che non sarei sceso in campo dall'inizio. Solo che quando mi sono svegliato mi sono accorto che in camera c'era il dottore. Io dormivo con Musacci, infatti, ma nel corso della notte non mi ero accorto di nulla. Invece a lui era venuta la febbre e quindi penso di essere stato piuttosto fortunato se penso che invece io mi sono “salvato”. E così già quando siamo arrivati al campo ho capito che forse il mio compagno non ce l'avrebbe fatta a giocare. Al riscaldamento ci siamo presentati in dodici perché, giustamente, il mister aveva chiesto a Musacci di provare, ma lui si è subito accorto di non potercela fare ed è tornato a letto in albergo, lasciando a me il posto in squadra".

Ed è andata bene un po’ a tutti. "Appena ho visto che Eder mi stava offrendo l'assist non ci ho pensato due volte - racconta Pasquato - mi sono aggiustato il pallone e ho tirato, con il portiere che forse era un po' coperto, tanto da arrivare con un attimo di ritardo sul tiro che non era neppur troppo potente, ma piuttosto preciso. Dopodiché non potevo esultare, lo avevo detto anche alla vigilia, giocavamo a Padova, la mia città, però dentro mi pareva d'essere in paradiso. Quello che spero è che la buona prestazione e il gol segnato servano a regalarmi un po' più di spazio, perché giocare ogni due mesi non è facile".

Gaia Brunelli
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