Il Cesena si coccola i suoi giovani: "Quanti bianconeri nelle Nazionali giovanili..."

Campedelli: "Mi riempie di soddisfazione quando vedo che questi giovani crescono sino al punto di arrivare a indossare la maglia azzurra".

Pierpaolo Bisoli è l'allenatore del Cesena (Grazia Neri)
Cesena può gioire. La Nazionale maggiore di scena ieri sera ha garantito un buono spettacolo e un successo, in più in campo c’era anche l’esordiente Biondini, proveniente dal settore giovanile del Cesena. Molti tifosi sulle tribune avevano addirittura acquistato delle parrucche rosse per mostrare tutto l’affetto verso un giocatore cresciuto nella loro squadra del cuore, ma ,soprattutto, per dimostrare alla società bianconero l’apprezzamento per la scelta di puntare sui giovani. “Sono veramente orgoglioso - afferma il presidente Campedelli - Mi riempie di soddisfazione quando vedo che questi giovani crescono sino al punto di arrivare a indossare la maglia azzurra come nel caso di Biondini. Ma sono anche contento per Schelotto che ha esordito con la Under 21 e per Caidi, Tattini e Teodorani che sono stati selezionati, invece, per la nazionale Under 20. Questo certifica il lavoro del nostro settore giovanile e di tutta la società. La federazione conosce benissimo il nostro lavoro e soprattutto il metodo con cui lo portiamo avanti e le convocazioni sono il frutto della nostra ottima programmazione. Pertanto è necessario continuare su questa strada con la stessa intensità”.

Il Cesena è la squadra che fornisce la maggior parte di giovani alle Nazionali giovanili (percependo dalla Lega 56 euro ogni minuto giocato per ogni Under 21 in campo) con Djuric, Schelotto, Petti, Castiglia. Per non parlare poi di Emanuele Fonte, 17 anni, interrotto sui banchi di scuola perché convocato da Lippi per sopperire alla mancanza di un difensore centrale. Intanto, però, si ritorna in campo e il Cesena, nel posticipo di lunedì sera, ospiterà il Torino. La difficile vittoria di Mantova ha dato fiducia a Bisoli in vista dei granata. “E’ in situazioni difficili come quelle che abbiamo dovuto affrontare contro il Mantova - ­ sostiene l’allenatore bianconero - che si vedono le grandi squadre. Dovevamo andare al riposo sotto di due gol e, invece, grazie al nostro portiere siamo rimasti in partita. La grande squadra è quella che sa compattarsi nei momenti difficili”. Insomma per battere il Torino ci vuole lo stesso spirito, la stessa compattezza e, soprattutto, lo stesso Antonioli.

Gaia Brunelli

Ti ringraziamo per il tuo commento!
Per favore, inserisci il tuo nome
Per favore, inserisci la tua località
Per favore, inserisci un tuo commento!
I Vostri Commenti
2 I Vostri Commenti
 
Pubblicità
Pubblicità
Pubblicità