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Gasbarroni torna a vedere la luce: "Al Genoa mi curarono male"
Il fantasista granata si toglie qualche sassolino dalla scarpa.
Gasbarroni torna alla ribalta. In estate scaricato da tutti, alle buste non lo voleva nessuno, ora può alzare la voce: "Al Genoa mi curarono male, ora mi sto levando qualche sassolino".
Il trequartista del Torino è felice che il suo ruolo sia tornato fondamentale: "Meno male che la fantasia è tornata al potere. Aspettiamo di capire l’evoluzione, ma intanto c’è più estrosità in campo per segnare e far segnare. Io sono il primo ad esserne contento".
Gasbarroni è sereno, nonostante il momento altalenante del Torino: "I tifosi il vero Toro non l’hanno ancora visto. Stiamo lavorando tantissimo, c’è armonia e sono sicuro che andremo in serie A. Dobbiamo crescere in concretezza e concentrazione – prosegue il giocatore nato a proprio a Torino in 6 agosto 1981 -. Ho conquistato la massima serie con la Samp e il Palermo tanti anni fa, e patendo non poco, ma qui ho famiglia, gli amici e la fidanzata: farcela sarebbe un ricordo bellissimo e indelebile per il mio futuro".
Intanto sta ritrovando la sua dimensione in granata: "Stavo bene fin dall’inizio della stagione, poi purtroppo il 16 ottobre mi sono procurato una distorsione alla caviglia e mi sono dovuto fermare. Però avevo voglia di giocare e ho recuperato prima. Contro il Lecce non sarei dovuto entrare, ma lo spirito era quello di dare una mano".
Insomma il trequartista granata sta diventando un punto fermo per il Torino: "Diciamo che qualche sassolino dalla scarpa ora posso togliermelo. – spiega Gasbarroni - L’anno scorso ho avuto la mia stagione più brutta per l’infortunio patito a Genova che poi mi ha condizionato anche nel Toro. Al Genoa non mi hanno curato bene: rincorrevo la condizione e giocavo con il contagocce. Ora, però, sono tornato il vero Gas".
Indispensabile come Bianchi che sta facendo meglio di Toni nel Palermo dei record: "Luca Toni aveva iniziato a segnare dopo 8 partite, quindi Rolando è partito alla grande. Speriamo continui così. Lui è il terminale offensivo e quindi fa bene il suo mestiere. Noi dobbiamo sfruttare al meglio quando ci capitano le altre occasioni".
Gaia Brunelli
Il trequartista del Torino è felice che il suo ruolo sia tornato fondamentale: "Meno male che la fantasia è tornata al potere. Aspettiamo di capire l’evoluzione, ma intanto c’è più estrosità in campo per segnare e far segnare. Io sono il primo ad esserne contento".
Gasbarroni è sereno, nonostante il momento altalenante del Torino: "I tifosi il vero Toro non l’hanno ancora visto. Stiamo lavorando tantissimo, c’è armonia e sono sicuro che andremo in serie A. Dobbiamo crescere in concretezza e concentrazione – prosegue il giocatore nato a proprio a Torino in 6 agosto 1981 -. Ho conquistato la massima serie con la Samp e il Palermo tanti anni fa, e patendo non poco, ma qui ho famiglia, gli amici e la fidanzata: farcela sarebbe un ricordo bellissimo e indelebile per il mio futuro".
Intanto sta ritrovando la sua dimensione in granata: "Stavo bene fin dall’inizio della stagione, poi purtroppo il 16 ottobre mi sono procurato una distorsione alla caviglia e mi sono dovuto fermare. Però avevo voglia di giocare e ho recuperato prima. Contro il Lecce non sarei dovuto entrare, ma lo spirito era quello di dare una mano".
Insomma il trequartista granata sta diventando un punto fermo per il Torino: "Diciamo che qualche sassolino dalla scarpa ora posso togliermelo. – spiega Gasbarroni - L’anno scorso ho avuto la mia stagione più brutta per l’infortunio patito a Genova che poi mi ha condizionato anche nel Toro. Al Genoa non mi hanno curato bene: rincorrevo la condizione e giocavo con il contagocce. Ora, però, sono tornato il vero Gas".
Indispensabile come Bianchi che sta facendo meglio di Toni nel Palermo dei record: "Luca Toni aveva iniziato a segnare dopo 8 partite, quindi Rolando è partito alla grande. Speriamo continui così. Lui è il terminale offensivo e quindi fa bene il suo mestiere. Noi dobbiamo sfruttare al meglio quando ci capitano le altre occasioni".
Gaia Brunelli
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