Foschi boccia TUTTI ma non Colantuono: "Siamo da cinque e mezzo, ma LUI è l'allenatore GIUSTO"

Il direttore sportivo granata parla del momento della squadra.

Rino Foschi (Foto Grazia Neri)
Non vanno bene le cose in casa Torino. La squadra, costruita per ‘ammazzare’ il campionato, stenta a decollare, anche se ovviamente niente e’ compromesso per il salto di categoria. Il direttore sportivo Foschi analizza l’ultimo pareggio interno contro il Lecce: “Ma che pari! E’ una sconfitta. Capisco se fossimo arrivati al Lecce dopo una vittoria a Trieste e fossimo primi: ci può stare una sbandata. Ma così no. Dopo Trieste, dopo 4 ko, non abbiamo più scusanti. Non pos­siamo permetterci certe leggerezze, di but­tare via vittorie così. E’ stata una cosa gra­vissima, per come si era messa la gara – poi, come si legge su TuttoSport, prosegue - Sono realista.. Io predico umiltà. Ma devo anche far capire una certa rab­bia. Però niente disperazione, depressio­ne. Se guardo la classifica, dico che siamo so­lo a 2 punti dalla promozione diretta. Ma se guardo alle sconfitte e a certe prestazio­ni deludenti, allora penso che siamo un po’ in ritardo. Soprattutto in casa non siamo stati all’altezza. Troppa fretta, troppa an­sia da prestazione, troppe insicurezze”.

Dovendo dare un voto a questo Torino di inizio stagione si potrebbe pensare ad un 5: “Diciamo 5 e mezzo. Coraggio, guardiamo­ci allo specchio. Troppi punti persi per stra­da. Troppe situazioni altalenanti. Ridotta continuità. Siamo un po’ incompiuti. Poi, per carità, sappiamo bene che la B è un campionato bugiardo e vigliacco. Specie per una buo­na prima fase, quella che stiamo vivendo. E’ un campionato bastardo. Massacrante. Lunghissimo. La classifica in primavera è sempre rivoluzionata rispetto all’autun­no. E’ storia. Leggetevi la storia della B... chi retro­cede ha sempre più difficoltà. Deve azze­rare, ricostruire, ritrovare l’intesa e l’entu­siasmo. Per noi è tutto più difficile. Siamo il Toro e la piazza è molto esigente... E allora sveglia!”.

Foschi per ora boccia la squadra ma non ha nessun dubbio sul tecnico: “Siamo da 5 e mezzo tutti: società, allenatore, giocatori. Però Colantuono è l’allenatore giusto. E ogni volta mi convin­co sempre di più: ottima scelta. Non è un problema di allenatore. E’ un problema di ragazzi che devono stare più attenti e as­sorbire meglio schemi e intensità... Se anche una parte di tifosi esagera nel criticare... e può capitare... i giocatori non devono smarrire la sicurez­za. Non vedo ancora abbastanza autosti­ma, ma anche abbastanza autocritica e umiltà. Ecco le mancanze. Solo se crescia­mo lì potremo muover passi da gigante. E arrivare al 7. Vale per tutti”.

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