Per Mazzarani un goal alla capolista e la linguaccia ai detrattori: "Gente non di Crotone, ma sparsa in tutta Italia. E chi vuol capire capisca..."

"Personalmente mi vedrei più titolare che in panchina ma è il mister che decide".

Goal scoring , ball
Il Piccolo Faraone sta crescendo. E’ stato soprannominato così Andrea Mazzarani, ricordando i Mondiali Under 20 che ha disputato in Egitto. Ma ora è proprio lui a far volare il Crotone che batte la capolista Ancona e fa registrare la seconda vittoria di fila.

"Doveva arrivare questo primo goal in serie B che poi è coinciso con una bella vittoria contro la capolista - sottolinea Mazzarani (al Crotone in prestito dall'Udinese) - e adesso viviamo un momento decisamente bello. Poi mettiamoci la soddisfazione personale e anche quella dei tanti tifosi che hanno gioito con me al momento del goal e alla fine della partita".

Venerdì scorso Mazzarani ha compiuto 20 anni e il regalo per se stesso  stato proprio la prima rete nel campionato cadetto. "Mi sono fatto proprio un bel regalo anche se mi sono ritrovato in campo senza accorgermene - spiega il centrocampista del Crotone - Stavo guardando la partita e tutto d’un tratto mi sono ritrovato a correre su e giù senza riscaldamento e senza fiato. Nel secondo tempo, però, mi sono ritrovato e ho dato tutto me stesso e i risultati si sono visti. Poi l’esultanza con la linguaccia è per i miei detrattori, quelli che continuano a parlare male di me e che dicono che non sono un giocatore di prospettive. Gente non di Crotone, ma sparsa un po' in tutto lo stivale. Chi vuol capire capisca".

La frustrazione dell’Ancona si è poi palesata durante il match. "Zito, mentre correvo verso la panchina, mi è venuto dietro e mi ha fatto un entrataccia sul ginocchio: alla sudamericana. Altro che rosso! Ci volevano le manette. Ma poi mi ha spiegato, e aveva ragione, che il goal era anche un po' suo per l’assist. A essere sinceri il goal lo divido volentieri con lui".

Dopo la strepitosa performance contro il Crotone, sarà difficile per il tecnico Lerda tenere fuori uno come lui. "Personalmente mi vedrei più titolare che in panchina ma è il mister che decide. Chi sta meglio è giusto che giochi. È una regola del calcio".

Gaia Brunelli
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