Il Brescia è in crisi, tifosi in rivolta. Corioni: "Capisco la rabbia della gente ma il campionato è lungo"

Zambelli: "Più che le contestazioni serve unità d'intenti da parte di tutti per uscire da questo momento difficile".

Davide Possanzini - Brescia (Grazia Neri)

Per il Brescia è notte fonda. Ieri sera allo stadio Rigamonti, il Gallipoli di Giannini è  riuscito a battere la squadra di Iachini grazie al gol al 68esimo dell'uruguaiano Sosa.

Brutta sconfitta per il Brescia che ora si trova a 16 punti in classifica, ma, soprattutto, già a 6 punti dall'Ancona capolista. Il vicepresidente del Brescia, Fabio Corioni, nel post partita, appare molto amareggiato: "Partita strana con una sola occasione per parte, credo che il pareggio sarebbe stato il risultato più giusto. Non abbiamo sottovalutato l'avversario, semmai abbiamo pagato caro l'impegno ravvicinato. Sono rammaricato solo perché non abbiamo dato continuità ai nostri risultati: venivamo da una buona gara. - prosegue Corioni - La contestazione sta diventando un'abitudine alla quale io e mio padre abbiamo fatto il callo, capisco la rabbia della gente: i tifosi vorrebbero sempre vedere la squadra vincere e giocare bene. Il campionato è lungo e c'è ancora tanto da lavorare".

Si mette in gioco anche il terzino destro del Brescia, Marco Zambelli, che giustifica il periodo nero della propria squadra. "Mi dispiace molto per il clima che c'è attorno alla squadra. Non mi sembra che non mettiamo impegno, anzi, questa squadra suda per la maglia e la gente deve riconoscerlo. - spiega Zambelli - Vero è che le cose non stanno andando bene, ma essere criticati per questioni legate all'impegno non posso accettarle. Più che le contestazioni serve unità d'intenti da parte di tutti per uscire da questo momento difficile. Raramente ho visto tanta cattiveria nei nostri confronti".

Gaia Brunelli

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