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Marilungo ha appena 20 anni ma si sente già grande: "A Lecce non sono più il ragazzino del vivaio"
"Con la grinta riesco a superare i limiti del fisico".
L’attaccante del Lecce Guido Marilungo (di proprieta’ della Sampdoria) nell’ultima gara della nazionale Under 21 e’ stato un dei pochi giocatori a salvarsi. Nonostante questo rimane ben saldo con i piedi per terra e a chi gli fa notare che e’ stato una delle note positive della partita risponde: “Casomai la meno negativa...”. Nonostante questo per lui, quella in maglia azzurra, e’ stata una gara indimenticabile e, su Tuttosport, spiega il perche’: “Era la prima partita da titolare con l’Under 21 e quando ho cantato l’inno ero davvero emozionato: poi è arrivato anche il mio primo gol in azzurro, è stato bellissimo. Solo il primo gol in serie A è stato più emozionante”. Unico rammarico il risultato: “Di solito queste partite non le vinci perché non riesci a sbloccarle, noi invece lo avevamo fatto subito. Purtroppo la Bosnia ci ha punito al primo errore e dopo non abbiamo più trovato spiragli. Ma non cambia molto, sapevamo di dover vincere sempre, con la possibilità di giocarci al massimo un jolly. Lo abbiamo giocato”.
Marilungo ora si rituffa sul campionato di serie B con il compito di portare il Lecce nella massima serie, l’attaccante spiega quali sono le difficolta’ che s’incontrano tra i cadetti: “Alla Samp ero il ragazzino del vivaio che poteva sbagliare e veniva perdonato. Qua sono un giocatore e devo dare sempre il mio contributo. In campo poi si gioca in modo diverso: in Serie A fino agli ultimi 30 o 40 metri puoi giocare, in B si pressa a tutto campo e il fattore fisico conta di più. Per certi versi è più difficile”. Nonostante il ‘declassamento’, nessun pentimento nell’aver scelto il Lecce: “Soddisfattissimo. Faccio l’esempio di Poli: se l’anno scorso fosse rimasto a Genova avrebbe giocato solo qualche partita, invece a Sassuolo ha fatto un campionato di B da titolare, crescendo e tornando a Genova pronto per giocare”.
Per ora rimane con i piedi ben saldi per terra e per il futuro non si sbilancia su un ritorno in maglia blucerchiata: “Mi vedo nel Lecce e non penso ad altro. Dobbiamo tornare in serie A e io devo dare di più di quanto ho fatto finora. Alla Sampdoria penso la domenica, quando faccio il tifo: da bambino ero milanista, ma dopo aver giocato in blucerchiato fin da quando avevo 14 anni...”.
Infine racconta le sue caratteristiche e svela qual e’ il suo modello di calciatore che, a sorpresa, non e’ Antonio Cassano: “Sono una seconda punta rapida e tecnica, tipo Di Natale, Di Michele o Bellucci, che è stato il mio modello da quando avevo 15-16 anni. Da bambino invece il mio idolo era Maradona. Comunque con la grinta riesco a superare i limiti del fisico”.
Marilungo ora si rituffa sul campionato di serie B con il compito di portare il Lecce nella massima serie, l’attaccante spiega quali sono le difficolta’ che s’incontrano tra i cadetti: “Alla Samp ero il ragazzino del vivaio che poteva sbagliare e veniva perdonato. Qua sono un giocatore e devo dare sempre il mio contributo. In campo poi si gioca in modo diverso: in Serie A fino agli ultimi 30 o 40 metri puoi giocare, in B si pressa a tutto campo e il fattore fisico conta di più. Per certi versi è più difficile”. Nonostante il ‘declassamento’, nessun pentimento nell’aver scelto il Lecce: “Soddisfattissimo. Faccio l’esempio di Poli: se l’anno scorso fosse rimasto a Genova avrebbe giocato solo qualche partita, invece a Sassuolo ha fatto un campionato di B da titolare, crescendo e tornando a Genova pronto per giocare”.
Per ora rimane con i piedi ben saldi per terra e per il futuro non si sbilancia su un ritorno in maglia blucerchiata: “Mi vedo nel Lecce e non penso ad altro. Dobbiamo tornare in serie A e io devo dare di più di quanto ho fatto finora. Alla Sampdoria penso la domenica, quando faccio il tifo: da bambino ero milanista, ma dopo aver giocato in blucerchiato fin da quando avevo 14 anni...”.
Infine racconta le sue caratteristiche e svela qual e’ il suo modello di calciatore che, a sorpresa, non e’ Antonio Cassano: “Sono una seconda punta rapida e tecnica, tipo Di Natale, Di Michele o Bellucci, che è stato il mio modello da quando avevo 15-16 anni. Da bambino invece il mio idolo era Maradona. Comunque con la grinta riesco a superare i limiti del fisico”.
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