Pierobon, 40 anni e nessuna voglia di smettere
Il portiere del Cittadella, il più anziano della B, si diverte ancora e critica gli ingaggi di Eto'o e Ibra.
Andrea si gode il suo primato: «Sono sicuro, sono sicuro. Sono io il più vecchio della B. E’ arrivato Antonioli a Cesena, ma sono nato il 19 luglio, lui è di settembre ».
Andrea Pierobon ha compiuto 40 anni e la notizia più bella, «continuo», l’ha data al suo club, il Cittadella, la città in cui è nato, la squadra di cui difende la porta dall’estate 2005, dopo 8 stagioni alla Spal.
«E 265 partite di fila. Un altro bel record. Comincio il 19˚ anno da pro, ho toccato il traguardo delle 500 gare. Tre stagioni le ho fatte in B, con Venezia, Andria e Cittadella » .
Ha «parato», talmente bene che il presidente Gabrielli (morto la scorsa settimana) sperava che lui non dicesse basta. «Sapevamo che stava male, quando ci siamo salvati sono andato a casa sua davanti al letto a dargli la notizia con il figlio Andrea. Ci tenevo troppo e ora giocare ancora sarà il modo migliorare per ricordarlo. Smettere? Potrei scendere in campo fino ai 42 anni. Poi il mio sogno è continuare a stare in società per allenare i portieri. Ai dirigenti l’ho già fatto presente. Amo il mio lavoro, vivo per il Cittadella 24 ore su 24. Abito a 500 metri dallo stadio».
Uomo normale Ed è un uomo normale, il signor Pierobon cresciuto col mito di Zoff e diventato portiere guardando il «modello Peruzzi, il migliore di allora. Oggi è Julio Cesar».
Ma Andrea resta allibito davanti alle cifre di Eto’o e Ibra. «Non capisco». Lui storce il naso, ma ha dignità per il suo ingaggio che non tocca i 100 mila euro. «Ho una Bmw e una casa a Cittadella, vacanze in Grecia con mia moglie Eleonora, che lavora, e i figli: Lucrezia, 12 anni, e Filippo, 5. Non mi interessa essere ricco, mi sta bene una vita dignitosa con stipendio un po’ più alto del normale».
Fonte: Gazzetta dello Sport