Pisa, iscrizione a rischio!

Il patron Pomponi: «Da solo non ce la faccio più. In B ci ho rimesso sette milioni...». Interviene subito anche il sindaco: «L’Amministrazione è pronta a fare la sua parte».

Moscardelli mette a segno il goal del primo vantaggio del Piacenza a Pisa (Foto Grazia Neri)
«O trovo qualcuno che acquisti la società, o mi dia una mano per andare avanti, oppure la mia av­ventura al Pisa è finita». Ecco l'annuncio-choc di Lu­ca Pomponi che nel giro di poche ore ha fatto il giro della città. La retrocessione in Prima Divisione ha aperto scenari inimmaginabili per il Pisa Calcio che rischia addirittu­ra di non iscriversi al cam­pionato e quindi di ripiom­bare tra i dilettanti, in uno scenario assai simile a quel­lo del 1994 dopo lo spareg­gio perso ai rigori contro l'Acireale sul neutro di Sa­lerno. Pomponi ammette grosse difficoltà finanziarie che gli impediscono di met­tersi in pari con gli stipendi ai giocatori e lo frenano an­che negli adempimenti ne­cessari per l'iscrizione alla Lega Pro. «Da solo non ce la faccio più - ha detto - Per disputare il torneo di serie B ho rimesso sette milioni e il campionato di C che non prevede grossi contributi è onerosissimo. Senza aiuti, sarò costretto a rinunciare. Tocca al Comune e alla Pro­vincia intervenire concreta­mente e subito».

«L'Amministrazione - dice il Sindaco - è pronta a fare la sua parte. Ma i tem­pi sono molto stretti. C'è un obbligo morale di dare con­tinuità sportiva. Il sindaco può veicolare verso una trattativa le disponibilità che si manifestassero, ga­rantendo l'attendibilità del­la situazione della società. La città può contribuire a realizzare le migliori condi­zioni di contorno, come ha fatto in passato. Ma niente è paragonabile all'impegno che un potenziale imprendi­tore o gruppo imprendito­riale deve garantire per as­sicurare una guida solida al Pisa Calcio».
 
Fonte: Corriere dello Sport
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