Esclusiva Goal.com, Di Napoli e Brini si godono Salerno: "Un paradiso da Serie A”. Re Artù dovrebbe guidare l’assalto nella prossima stagione, più dubbi per il Mister…

La squadra granata è stata promossa e torna in serie B dopo tre anni di calvario.

16/mag/2008 16.58.33

Arturo Di Napoli (Grazia Neri)
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Assurdo. E' questa la parola che, a chiunque fosse capitato dalle parti dell'Arechi di  Salerno durante la festa per il ritorno in serie B dei granata, sarebbe venuta in  mente respirando calcio, o meglio, passione di grande livello. "Che ci faceva  tutta questa gente in serie C? E'assurdo", hanno pensato in molti. Un qualcosa che anche Arturo Di Napoli, il protagonista assoluto della cavalcata (pardon, dell'impresa) della squadra di Brini, non sa proprio spiegarsi.
 
"Non potete capire la passione che si respiri a Salerno - ci ha detto in Esclusiva per Goal.com Re Artù - Questa è una piazza caldissima in cui si respira  calcio. Non solo: c'era un rapporto speciale anche all'interno del gruppo, al punto  che la squadra mi ha addirittura incoronato in campo, un'emozione bellissima. E  ancora oggi quando esco di casa la gente mi ferma per ringraziarmi. O meglio: a  parole mi dice solo "grazie", ma poi la guardi negli occhi e vedi un  qualcosa in più di un semplice ringraziamento". Se il grande calcio è tornato a Salerno il merito è anche suo, 21 reti e tante partite giocate da vero protagonista  assoluto. "Guardate, ho vissuto stagioni in piazze importanti, come Messina e Napoli ad esempio. Ecco, magari per via della cassa di risonanza leggermente più piccola, le nostre gesta sono risultate ancor più amplificate. Vedere questa piazza in C era una cosa assurda, questo è un ambiente che meriterebbe sicuramente la A".
 
Insieme a lui, durante il percorso, è arrivato Fabio Brini. Il tecnico marchigiano ha ottenuto la prima promozione lontano dalla sua terra subentrando ad Andrea Agostinelli durante il periodo "no" coinciso con la chiusura del mercato di gennaio. Con l'ex Taranto, Ancona e Martina cinque vittorie, sei pareggi ed una sconfitta, ruolino perfetto per riprendere quota dopo che le inseguitrici avevano "mangiato" il bonus di otto punti della prima parte di stagione. Brini è uno dei punti interrogativi del futuro della squadra ed il motivo ce lo spiega il diretto interessato.
 
"Quando ho accettato l'incarico - ci ha confessato il tecnico - l'obiettivo era quello di raggiungere la promozione. E, vista la situazione ereditata, non era un obiettivo agevole. Ora posso dire che il mio lavoro l'ho fatto, adesso vedremo se ci saranno le condizioni per continuare. Da cosa dipende? Sicuramente non dal risultato, visto che il mio obiettivo l’ho raggiunto. Forse dovrei vendermi meglio, ma non è nel mi carattere".
 
Obiettivi, quelli che hanno portato Re Artù a calarsi nella realtà di serie C sposandola proprio perché "di passaggio". Lui, nella Salernitana che torna in B, vuole starci al 110%. "Non lascio un'esperienza fantastica come questa per una Serie A qualsiasi. Certo, se arrivasse l'offertona dalla A di una squadra che gioca anche in Champions e che decidesse di puntare su di me, sarei un'ipocrita a negare l'evidenza. Ma poiché dubito che possa arrivare, non ci sono problemi. Una proposta dall’estero? Qualcosa è arrivato, ma a 35 anni… E poi, ripeto, perché mai dovrei lasciare tutto questo? No, no, resto in granata. Anche perché, a sensazione, il bello deve ancora arrivare…

Sergio Stanco e Daniele Perticari

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