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L'ex tecnico del Cesena, mentore di Giaccherini, illustra le doti dell'esterno bianconero: "Ero consapevole delle sue enormi qualità, Schelotto può fare bene da terzino".

Momento d'oro per Emanuele Giaccherini che, dopo aver risolto la partita tra Juventus e Catania, stasera scenderà in campo da titolare nell'amichevole in programma tra Italia e Brasile.

Pierpaolo Bisoli, intervenuto a 'Radio Sportiva', e mentore dell'esterno bianconero, ricorda: "E' chiaro che Giak ha fatto una carriera strana, quando sono arrivato a Cesena stava per smettere di giocare, era tornato dal prestito in C2 stava per andare in prestito sempre in C per tornare a casa. Dopo qualche allenamento mi mancava gente e gli chiesi di aggregarsi al gruppo".

L'ex tecnico del Cesena spiega: "Sapevo che poteva arrivare alla seria A ma arrivare a giocare in un Europeo o titolare contro il Brasile non credevo. E' un giocatore di qualità importanti che andavano solo tirate fuori. Io l´ho fatto giocare anche da trequartista tra C e B, si adatta bene a tutti i ruoli dal centrocampo in su. Ha resistenza, ha qualità tecnica, salta l´uomo, è tenace e tende a crescere sul finale di partita".

Infine Bisoli si sofferma su Schelotto, passato all'Inter durante la finestra invernale di mercato: "Ha caratteristiche diverse da Giaccherini, ha grande corsa ma per la sua consacrazione definitiva gli ho sempre detto che per salire di livello deve diventare un terzino. Quando lo capirà diventerà un giocatore importantissimo per qualità di corsa e palleggio non essendo bravissimo nello stretto è uno di quelli che ha bisogno di campo davanti. Nei ruoli da esterno alto può fare bene ma non ai massimi livelli".

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