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ESCLUSIVA - Antonio Conte ha ribadito l'interesse nella panchina della Nazionale dettando però alla Federazione condizioni ferree. Si attende il sì della FIGC.

  Luca Momblano
Corrispondente mercato per Goal Italia

Il day after federale porta in dote la nuova vera gerarchia nella corsa alla panchina della Nazionale italiana. Ed è finalmente tutto più chiaro. Sono le stesse fonti interne al "palazzo" romano che aiutano a mettere ordine: Conte ha sorprendentemente detto sì alla chiamata di Carlo Tavecchio (sorprendentemente perché nei primi approcci l'ex tecnico della Juventus aveva espresso un approccio molto cauto e poco convinto), Guidolin è la "riserva" in mano al nuovo presidente FIGC in concordia eventualmente con l'Udinese, mentre Zaccheroni è un nome ormai bruciato così come quello di Fabio Cannavaro non è mai esistito.

Ma cosa è successo nelle ultime 48 ore? È successo che Conte ha ribadito l'interesse (mai negato) confermando anche di non avere remore di carattere economico: a lui stanno bene i parametri fissati dalla Federazione, a patto però che il progetto tecnico sia sostanzialmente in mano a lui. Il che significa avere in mano le "chiavi" di Coverciano. In tutto e per tutto. Che per uno come Conte significa davvero rivoluzionare totalmente la gestione storica del centro federale.

Sono condizioni ritenute comunque dure, perché coinvolgono l'intero apparato (quindi anche la gestione in qualche modo delle selezioni giovanili) e coinvolgono persone. Oltre che prassi tradizionalmente accettate.

Dalla FIGC però trapela ottimismo. Il che significa che Tavecchio vuole provare a vincere anche mediaticamente, oltre che tecnicamente, la sua prima grande partita da neoeletto presidente. Ne va anche dell'immagine, offuscata, con organi superiori come UEFA e FIFA. La fotografia è quindi di una FIGC che deve dare (in tempi brevi: si parla già di domani) una risposta a Conte e non viceversa.

La volontà è quella di presentare il nuovo commissario tecnico lunedì 18 agosto. E passare poi agli altri problemi. Potendo scegliere, meglio con Conte che con Guidolin (al quale sarebbe garantito un biennale contro il quadriennale europeo/mondiale pronto per l'allenatore leccese) per segnare il primo segnale forte di una possibile svolta per il calcio nostrano.

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