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Il presidente della Figc, Abete, esalta il Ct dell'Italia, vicino al rinnovo fino al 2016: "Prandelli super". Poi chiude agli stranieri e boccia la moviola: "Non è una priorità"

Il calcio italiano arranca, la Nazionale fatica a tenere il passo delle più quotate avversarie. La colpa, a detta di molti, è da attribuirsi all'eccessivo numero di stranieri presenti nel nostro campionato. A sposare questa linea, ancora una volta, è anche il presidente della Figc, Giancarlo Abete, intervistato da 'La Gazzetta dello Sport'.

"Sei-sette anni fa il minutaggio dei non selezionabili di Serie A si aggirava sul 26%. Nell’ultimo campionato abbiamo superato il 50%. E i dati aggiornati al torneo in corso sono oltre il 53%, percentuale raddoppiata. Tra i cinque grandi d’Europa siamo l’unico in crescita. Da ultimi a secondi", sottolinea un preoccupato Abete.

Che poi continua: "Se prendiamo tutta la A, la media di selezionabili per squadra è 5,10 giocatori su 11. Considerando le prime non si arriva a quattro. Prandelli deve allargare la sua ricerca ai club non al top. È un allarme, sì. Patto tra leghe per evitarlo? Difficile, almeno finché giocando con tanti stranieri hai risultati sportivi e finanziari. Il giorno in cui anche i club dovessero accorgersi che troppi stranieri non portano risultati brillanti… ".

Abete quindi si chiede: "Il mercato è più ampio e con diverse realtà economiche. Non dimentichiamo che in Spagna e Francia è più facile acquistare la cittadinanza. Ma perchè il dato cresce solo da noi? Noi non possiamo che invitare le società a investire e a lavorare di più sui giovani. Come federazione stiamo facendo il possibile, organizzando stage e moltiplicando gli impegni fino all’Under 15".

Il presidente federale si sofferma sul rinnovo di contratto del Ct Prandelli, e puntualizza: "Che avrebbe lasciato lo dicevano i giornali. La Figc è stata sempre contenta della qualità del gioco, del lavoro e dei risultati. Secondo all’Europeo, terzo in Confederations, qualificato al Mondiale, oltretutto in un momento così difficile. Manca solo la firma, ma è tutto fatto. Per affrontare i problemi strutturali occorrono risposte lucide, programmazione, lavoro su rose ampie. La continuazione del rapporto non è legata al Brasille".

Champions 2016 ed Europeo 202 in Italia? Abete ci spera: "Tra maggio e settembre l’Uefa deciderà. L’idea è Milano per la Champions e Roma sede dell’Europeo itinerante. Due obiettivi alla portata, anche se, soprattutto per Milano, occorre completare i lavori richiesti".

Ancora una volta invece arriva una chiusura per la moviola in campo: "Violenza, razzismo, scommesse, stadi e qualità tecnica sono argomenti più urgenti. Fifa, Uefa e Board sono compatti e proprio in queste ore la Germania ha detto no all’introduzione della tecnologia sui gol fantasma. La moviola alimenta giustamente il dibattito, purtroppo però vedo che spesso risolve alcune situazioni ma amplia la lettura di altre. Non mi pare che, coi cinque arbitri, ci siano più stati goal fantasma".

Infine Abete chiosa sarcastico: "Invidioso di Real-Barcellona? E perché? Polemiche arbitrali durante e dopo, come da noi… ". Ma con un tasso di spettacolo decisamente diverso.

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