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Il Ct azzurro ha prolungato per altri due anni il suo contratto con la Federazione: ora via alla rivoluzione, con calendari su misura, stage e supervisione sulle Giovanili.

Avanti insieme. Il matrimonio fra il Ct Cesare Prandelli e l'Italia, proseguirà oltre i Mondiali in Brasile. Proprio ieri l'annuncio del rinnovo del contratto del tecnico di Orzinuovi per altre due stagioni, fino al 2016. La Federcalcio ha evidentemente accettato le condizioni poste dall'ex allenatore della Fiorentina, sposandone evidentemente la causa.

Secondo quanto riferisce 'Il Corriere dello Sport', Prandelli percepirà uno stipendio di circa un milione e 450mila euro annui, con un aumento del 20%. Con il rinnovo partirà poi una sorta di rivoluzione a livello di Nazionali. Del resto Prandelli era stato chiaro: "Se la Federazione fosse disponibile a sostenere un mio progetto azzurro più ampio potrei davvero restare". Ma cosa prevede in soldoni il progetto del Ct? Una serie di riforme dell'attuale situazione, che porteranno a dare una maggiore importanza alla Nazionale.

Confermato in toto l'attuale staff del Ct (in Brasile allargato anche al figlio Nicolò, apprezzato prepartatore al Parma), innanzi tutto la Federazione gli garantirà intanto un calendario per cui, in presenza di impegni della Nazionale, non ci saranno poi big match che comportino tensioni tra Italia e club. Non più una finale di Supercoppa a Pechino tre giorni prima di una partita azzurra, insomma.

Non solo: Prandelli potrà avere i suoi stage stagionali (senza partita finale), per poter lavorare con il suo gruppo allargato e magari allargabile come avvenuto il 10, 11 e 12 marzo scorsi a Roma.

Ma la rivoluzione comprenderà in pieno anche le Nazionali Giovanili azzurre: il Ct potrà occuparsi, anche delle Under, con un raggio di azione più ampio e scientifico: il suo staff creerà una banca dati che possa registrare anche lo sviluppo di ogni singolo azzurrino, come già avviene per la rappresentativa maggiore. Una rosa così allargata e monitorata diventa infatti una necessità in una realtà sempre più dominata dalla presenza di giocatori stranieri come quella del calcio italiano.

Secondo Prandelli poter lavorare con un indirizzo tecnico unico almeno con le rappresentative di vertice può avere dei vantaggi. Nel Club Italia, il vuoto che lascerà Arrigo Sacchi, attuale coordinatore delle giovanili, da sempre in ottimi rapporti con Prandelli, sarebbe dunque coperto dal ruolo più ampio del tecnico di Orzinuovi. L'ex Milan ha infatti già comunicato la sua intenzione di lasciare l'incarico al termine dell'attuale mandato, che scadrà a luglio.

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