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Balotelli sempre in prima pagina: lite con cameraman, dubbi napoletani tra camorra e azzurro. Figc irritata, la pazienza è agli sgoccioli...

L'attaccante della Nazionale al centro delle polemiche e dei dubbi, oggi la visita a Quarto: "Non credo di saper interpretare il suo pensiero, era meglio se non andava a Scampia".



Pressione, stress, umore nero. Mario Balotelli, come prima, più di prima, al centro di tutto. Degli scandali, degli occhi di tutta l'Italia calcistica, dell'attenzione generale. Ogni suo gesto finisce in prima pagina. Sopratutto se negativo.

E così ieri, all'arrivo della Nazionale a Napoli, Supermario è stato protagonista di una lite con un operatore di Mediaset, che lo stava riprendendo. "Ad un certo punto ha dato una manata alla telecamera e cercato di buttarla a terra afferrandola per la cinghia" le parole di Petragallo, co-protagonista dell'accaduto.

Secondo la Figc, invece, la ricostruzione dell'episodio è più semplice: l'attaccante del Milan ha avuto le telecamere vicino alla faccia per mezzo chilometro, che praticamente non lasciavano spazio per muoversi. Per divincolarsi ha colpito quella più vicina.

La Gazzetta lo eleggeva a simbolo anticamorra nella visita a Quarto Flegreo, lui non ci stava: "Questo lo dite voi! Io vengo perché il calcio è bello e tutti devono giocarlo dove vogliono e poi c’è la partita".

Qualcuno addirittura pensa si sia dissociato per paura di qualcosa o qualcuno. Volontà di non essere strumentalizzato oppure Mario è ricattabile in quel di Napoli? Molti se lo chiedono.

Intanto a proposito della visita a Scampia e Secondigliano di tre anni fa, insieme a personaggi non proprio raccomandabili, in cui ebbe modo di vedere i meccanismi dello spaccio, Luigi Cuomo, presidente della Nuova Quarto, imprenditore anti-racket, cerca di interpretare il Balo pensiero: "Ma non credo di esserne in grado. Può darsi che il ragazzo abbia capito poco, vediamo come si comporterà oggi. Di sicuro sarebbe stato meglio se a suo tempo non fosse andato a Scampia".

Quel che è stato è stato. Ora penserà al campo, all'Armenia. Senza dimenticare la prima pagina, volente o nolente. Dalla Federcalcio trapela irritazione, evidentemente anche dalle parti di Abete & Co la pazienza è agli sgoccioli. E quella di Prandelli?

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