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ANALISI - L'attaccante italiano del Feyenoord ha siglato 23 goal in 24 presenze nel 2013, una media di 0,96 reti a partita. Meglio di Balo e Rossi, Prandelli non può più ignorarlo.

Venticinque anni fa il grande Bruno Lanza cantava 'Maradona e' megl' e Pelè', oggi per l'occasione modifichiamo leggermente il suo celebre ritornello intonando un singolare 'Balotelli non è megl' e Pellè'. Sì giusto, non abbiamo aggiunto per sbaglio una 'l', parliamo proprio di Graziano Pellè, il 28enne attaccante nativo di San Cesario di Lecce, che non avendo trovato fortuna in patria ha deciso di emigrare in Olanda.

La prima esperienza nella terra dei tulipani, all'Az Alkmaar, non è di certo esaltante con 16 goal in 94 presenze, ma la seconda - dopo una breve e nuovamente deludente parentesi italiana - è quella della svolta.

Pellè sbarca a Rotterdam, casa dello storico Feyenoord. Il suo impatto con la maglia biancorossa è devastante: gioca 29 partite e mette a segno 27 goal a cui si devono aggiungere anche nove assist.

I BOMBER AZZURRABILI NEL 2013
NOME GARE GOAL MEDIA
Pellè 24 23 0,96
Balotelli 16 15 0,94
Rossi 7 5 0,71
Di Natale 23 16 0,70
Quagliarella 7 4 0,57
Cerci 25 13 0,52
Borriello 18 9 0,50

Il rumore dei suoi goal arriva fino in Italia ed i più non si riescono a capacitare di come un giocatore che faceva panchina in B con la Sampdoria, riesca da solo a trascinare il Feyenoord contro mostri sacri come Ajax e PSV.

Per molti dipende dall'Eredivisie: "Lì un goal lo faccio pure io", la frase più comune. Ma non dimentichiamoci che tanti campioni del passato ed anche del presente sono usciti dal campionato dei tulipani. Con questo non vogliamo dire che Pellè sia un campione, ma l'ex Lecce è sicuramente diventato un ottimo attaccante.

A 28 anni ha raggiunto la maturità giusta per fare la differenza anche in palcoscenici importanti. Ha uno spiccato senso del goal, sopra la media. La porta la vede sempre e non solo grazie alle fantomatiche difese ballerine olandesi.

Dove vogliamo arrivare? Al fatto che Balotelli, l'attaccante principe italiano, non è appunto 'megl' e Pellè'. Perlomeno per quanto riguarda i goal realizzati. 'Grazianone' è infatti il miglior bomber italiano del 2013 con 23 goal messi a segno in 24 partite. 0,96 la sua media realizzativa, meglio di quella di Balotelli, secondo a 0,94.

Ma meglio anche della media-goal di Rossi, Di Natale, Quagliarella, Cerci e Borriello. Ma allora perchè il miglior bomber italiano del 2013 non è nemmeno in Nazionale? Questa domanda la rigiriamo a Prandelli, che negli utlimi impegni ha dovuto addirittura riesumare Gilardino nel ruolo di prima punta. Con l'Italia già qualificata per i Mondiali Pellè avrebbe meritato una convocazione.

Il suo nome insieme a quello di (uno a caso) Osvaldo non avrebbe di certo sfigurato. Anche perchè Pellè non si è mica fermato. Segna e segna ancora. In questa stagione ha già gonfiato la rete per 10 volte in 9 partite, mettendosi dietro gente come Messi, Ronaldo, Falcao, Diego Costa, Cavani e Ibrahimovic.

E ancora troppo poco? No, ci sembra abbastanza per meritare una convocazione in Nazionale che negli anni scorsi non è giustamente mai arrivata. Ma adesso Pellè la merita: parlano le statistiche, parlano i goal, parlano i fatti. Questione di meritocrazia. Prandelli (eticamente) non può più ignorarlo.

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