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Il blitz della GdF rischia di provocare l'ennesimo scandalo. Ma i precedenti dimostrano che gli Azzurri solitamente utilizzano le vicende di cronaca come combustibile.

Ormai, un'estate italiana senza scandali che coinvolgano il calcio non potrebbe nemmeno definirsi un'estate italiana. Il blitz della Guardia di Finanza non è che un controllo, una 'acquisizione di documenti', come l'hanno definita in tanti, eppure è naturale pensare che un'operazione del genere sottenda qualcosa di pesante. Ancora una volta.

A migliaia di chilometri di distanza, in Brasile, i giocatori dell'Italia leggono le notizie e non possono fare a meno di preoccuparsi. Anche se tra di loro non c'è nessuno che si affidi ad Alejandro Mazzoni e Alessandro Moggi, i due procuratori indagati. Più che altro, non si può fare a meno di notare, forse con amarezza, come gli scandali siano storicamente un combustibile ideale per la Nazionale.

"Ormai siamo abituati a certe situazioni - dice Claudio Marchisio dal ritiro di Fortaleza - anzi, questi scossoni di solito ci portano fortuna: quando alla vigilia di un torneo accade qualcosa, poi il cammino dell'Italia è quasi sempre positivo". Facile constatare come lo juventino abbia pienamente ragione, altrettanto facile snocciolare i precedenti.

Gli ultimi due Mondiali vinti, quello del 1982 in Spagna e quello del 2006 in Germania, sono seguiti a mesi di polemiche e titoli scandalistici sui giornali. Dal Calcioscommesse che 30 anni fa coinvolse anche un big come Paolo Rossi, poi eroe mundial, al bubbone Calciopoli, l'Italia ha sempre trovato il modo utilizzare le vicende di cronaca come sprone.

E anche quando non si è vinto, come in Polonia e Ucraina lo scorso anno, guarda caso la nazionale ha compiuto un ottimo percorso in condizioni non semplici. Prima della spedizione, il ritiro azzurro fu oggetto dell'irruzione all'alba della Polizia per perquisire la stanza di Domenico Criscito. Quest'ultimo fu poi costretto a tornare a casa e lasciare il posto a Balzaretti.

Insomma, Marchisio ha pienamente ragione quando afferma che gli scandali, che ormai paiono essere diventati parte integrante del nostro scandalo, solitamente costituiscono qualcosa in più per la nostra nazionale. E la speranza è che sia così anche stavolta, anche se la Confederations Cup è qualcosa di prescindibile e il vero obiettivo dista 12 mesi.

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