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Il centrocampista biancoceleste ha commentato la bella vittoria in finale di Coppa Italia e la stagione positiva che lo ha portato ad entrare nei 23 azzurri.

La stagione della Lazio si è conclusa nel migliore dei modi con la vittoria in Coppa Italia. Uno dei principali protagonisti dell'annata biancoceleste è sicuramente Antonio Candreva, che nel nuovo ruolo di esterno destro ha conquistato anche la nazionale azzurra.

Intervenuto in conferenza stampa, il centrocampista della Lazio ha ricordato la bella vittoria conquistata contro la Roma, rivelando anche qualche spiacevole episodio: "Ho vinto il mio primo trofeo, siamo un bel gruppo e abbiamo disputato una bella stagione, fatta di alti e bassi. Come ho detto a fine partita, io non ho ricevuto nessuna minaccia".

Lui no, Marchetti invece... "ha ricevuto minacce alla vigilia della finale, forse anche Floccari che credo non abbia risposto alla chiamata ricevuta. Sono cose brutte, ma è acqua passata e voglio concentrarmi solo sulla Nazionale. Se mi chiedessero di andare alla Roma? Mai, voglio diventare un riferimento per la Lazio. Io e De Rossi? Non parliamo del derby, ho un buon rapporto con lui. Osvaldo? E' un grandissimo uomo e un grandissimo calciatore, non so cosa sia successo, ma è una persona matura e intelligente e sono cose che vedrà lui".

Candreva ora pensa solo all'Italia: "Sono contentissimo di essere entrato a far parte dei 23 azzurri. Devo ringraziare mister Petkovic che mi ha insegnato un nuovo ruolo e mi ha dato continuità. Ora spero di continuare così e di portare in nazionale quello che ho fatto con la Lazio. Io e Cerci rivali? Abbiamo caratteristiche diverse, lui è più attaccante di me, Alessio è un amico, c'è la giusta competizione. Balotelli è una persona positiva all’interno dello spogliatoio. Si parla troppo di lui fuori dal campo, la prima cosa che fa risalta più di quanto necessario".

Infine il ricordo del Mondiale giocato con Lippi: "Cosa non andò tra me e lui? Non lo so. E’ stata anche colpa mia, non sono stato continuo, a gennaio andai alla Juve e non sono stato continuo come a Livorno. Poi ero giovane e a un Mondiale serviva gente più pronta".

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