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Il nostro Federico Casotti analizza il match vinto dall'Italia per 2-0 su Malta, tra luci ed ombre.

E’ un’Italia che torna dalla trasferta maltese con un risultato che rinfranca e consente di guardare al futuro da una prospettiva più comoda. Dall’alto del primo posto nel girone, conta poco il fatto che gli Azzurri una volta di più si confermino un gruppo particolarmente allergico alle goleade, capace di segnare a Malta lo stesso numero di gol rifilato al Brasile quattro giorni prima.

LA PARTITA | MALTA-ITALIA 0-2

TIRI
IN PORTA
POSSESSO
ANGOLI

FUORIGIOCO

CARTELLINI

ITALIA
7
2
20%
2
0
0

BRASILE
13
4
80%
7
6
1

Non siamo la Germania, l’Olanda o l’Inghilterra, che in queste situazioni estraggono il pallottoliere con immenso piacere, ma più semplicemente badiamo al sodo: contro Malta, esattamente come contro la Danimarca o la Bulgaria, contano i tre punti che fanno classifica. Se arrivano quelli, la differenza reti diventa un dettaglio più che trascurabile. Ecco che allora il secondo 2-0 rifilato a Malta nel giro di cinque mesi diventa una partita da analizzare con i dovuti filtri, primo fra tutti la modestia complessiva di un avversario che ha permesso a Prandelli di sperimentare, correndo qualche rischio ma senza compromettere nulla.

Giaccherini non è mai riuscito ad assistere Balotelli ed El Shaarawy
L’Ital-Juve-Milan ha convinto solo a tratti, proprio perché la consapevolezza di avere davanti una squadra poco competitiva ha indotto centrocampo e difesa a parecchi errori non forzati, con un dialogo tra i blocchi juventino e milanista non sempre fluido e scorrevole. Non a caso nel primo tempo l’Italia ha concesso un evitabile rigore, poi neutralizzato dal solito affidabile Buffon, mentre in fase di costruzione il buon Giaccherini, schierato in un ruolo non suo e perso in una sorta di terra di nessuno sulla trequarti, non è quasi mai riuscito a entrare in sintonia con il duo d’attacco Balotelli-El Shaarawy: una coppia che anche a Malta ha dato l’impressione di parlare la stessa lingua e di capirsi al volo.

Un’intesa ovviamente cementata dalle settimane di convivenza a Milanello, che se da un lato pone le basi per un tandem d’attacco in grado potenzialmente di fare le fortune azzurre ancora per molti anni, dall’altro rischia di modificare le prospettive di carriera dell’italo-egiziano. Un giocatore che dopo aver vissuto il girone d’andata da protagonista assoluto dell’attacco rossonero, con l’arrivo di Balotelli si sta trasformando sempre più in scudiero del numero 45. Il calcio è uno sport di squadra, e dunque se l’accoppiata funziona sarebbe un peccato modificarla: d’altro canto, è fuori questione il fatto che El Shaarawy abbia i mezzi per provare a uscire dal cono d’ombra dell’ingombrante compagno di reparto.

La gestione del Faraone rischia di avere un peso cruciale nella Nazionale prossima ventura, perché Prandelli in vista del Brasile è a un bivio. Il Ct può puntare fortissimo su Balotelli, che nel 2014 avrà 24 anni e un ruolo da sicuro protagonista del Mondiale, oppure trovare un’alternativa a quella Balotelli-dipendenza che adesso affiora appena, ma che potrebbe esplodere in maniera dirompente e problematica nel prossimo anno e mezzo.

Con un girone ormai virtualmente in tasca, la priorità di Prandelli nei prossimi mesi dovrebbe essere proprio il porre le condizioni affinché la Nazionale, pur mantenendo in Balotelli la propria punta di diamante, non rinunci in alcun modo a talenti come El Shaarawy, Giovinco, Insigne e lo stesso Osvaldo. Storicamente la Nazionale italiana rende meglio quando è concepita come gruppo omogeneo, piuttosto che come formazione costruita intorno a un campione, per quanto grande egli sia: l’obiettivo del prossimo anno e mezzo diventerebbe quindi il saper esaltare il genio di Balotelli, senza eclissare il talento non meno cristallino di El Shaarawy.

Prandelli può contare sul supporto di Allegri, che nella quotidianità di Milanello deve gestire le stesse problematiche e trovare soluzioni non dissimili, e non è poco: il bene del Milan e quello della Nazionale non erano così vicini da molto tempo.

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