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Il ct della Spagna ha poi parlato di Borja Valero e di Fernando Llorente: "Mi aspetto il successo del primo e per il secondo la Juve sarà un passo avanti".

Il commissario tecnico della Spagna, Vicente Del Bosque, intervistato in esclusiva dalla 'Gazzetta dello Sport' per l'inserto Extratime del quotidiano milanese, difende a spada tratta il calcio spagnolo.

"Non è vero che Messi e Ronaldo segnano tanto perché gli altri sono scarsi, il calcio spagnolo non è in declino. - ha affermato - A livello economico serve che i club tengano un equilibrio fra entrate e uscite, ma in Champions sono rimaste 16 squadre e 4 sono spagnole, l'ultima finale di Europa League l'hanno giocata due club della Liga, l'Atletico sta facendo di nuovo una grande campagna europea... Madrid e Barça stanno vincendo con autorità, ma per meriti propri: hanno rose straordinarie e saranno loro due a lottare per la Champions".

La Spagna è in vetta al Gruppo I europeo di qualificazione ai Mondiali del 2014, e del Bosque si dice non preoccupato dai diverbi fra giocatori del Real e del Barcellona che potrebbero minare lo spogliatoio delle Furie Rosse.

"Nel Clasico c'è stato qualche screzio, - ha ammesso - però decisamente più contenuto rispetto a un paio di stagioni fa. Parte della stampa spagnola ha preferito aizzarsi con questa storia dello scisma dando spazio a stupidate invece di parlare di un partidazo come è stato l'ultimo Madrid-Barça".

"Si è parlato più del tunnel, degli spogliatoi e del parcheggio, - ha aggiunto - episodi che contano nulla e la cui reale esistenza è addirittura in dubbio, cosa che rende la faccenda ancor peggiore. Non penso che ci saranno rimbalzi problematici per la nostra nazionale".

Per Del Bosque, dunque, tutto procede al meglio in vista della prossima competizione mondiale. "Le vittorie facilitano il lavoro. - ha detto - Poi, chiaro, se oltre a vincere si tiene un buon comportamento si raggiunge una situazione ideale. Noi rappresentiamo il Paese e i giocatori hanno un'immagine. Non pretendiamo che siano buoni: tutti vogliamo essere buoni e non lo siamo perché abbiamo i difetti, però se un giocatore si comporta bene è più apprezzato".

Poi un'analisi sul momento dei due top club di Spagna: "Le difficoltà del Real nella Liga? Non è facile tenere certi ritmi, chiaro che c'è un divario fra qualità della rosa e i risultati, ma la Liga è difficile. Per quanto riguarda il Barcellona, mi sembra sia cambiato molto poco da Guardiola a Vilanova. La rosa ha grande coscienza, i successi vengono relativizzati rapidamente per cercare nuovi trionfi. Stanno gestendo al meglio anche una situazione tanto dura come la malattia e l'assenza del tecnico".

Del Bosque ha quindi parlato di due sue giocatori, Borja Valero, oggi alla Fiorentina, e Fernado Llorente, che in estate diventerà bianconero. "Il viola è uno che si adatta benissimo a qualsiasi tipo di gioco, ha grandi qualità. Mi aspettavo il suo successo in Italia. Ha uno stile perfetto anche per la Nazionale: non trova spazio solo perché la competizione in quella zona del campo è bestiale. Per Fernando la Juve sarà un passo avanti, ha caratteristiche speciali e può adattarsi perfettamente".

Quindi sul trasferimento di Guardiola al Bayern Monaco dopo l'anno sabbatico. "La sua è stata una scelta molto coerente. - ha detto Del Bosque - Ha scelto uno dei migliori club. Si parlava tanto d'ipotesi inglesi, io però lo vedo come la destinazione perfetta. Tra le altre cose, è una squadra che è arrivata a due finali di Champions negli ultimi tre anni".

Inevitaabile parlare di doping, con in corso a Madrid il processo al dottor Fuentes, anche se Del Bosque non ama molto discuterne. "Non mi piace parlarne. - ha ammesso - Dico solo una cosa: negli sport collettivi nei quali al momento la Spagna sta avendo gran successo, pallanuoto, pallamano, pallacanestro, calcio, non credo che il doping abbia grande impatto. E per quanto mi riguarda, io non ho visto alcun caso di doping".

La chiosa finale del ct è sul suo futuro. "Chiuderò con la Nazionale. - ha assicurato - Vediamo dove arriviamo, al 2013, al '14, al '15. Però che questo sarà il mio ultimo passo, è sicuro".

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