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L'agente di 'Gazza' ha ammesso il suo momento difficile. Gerrard, Hodgson, la nazionale e l'intera FA pronti ad aiutarlo. Per il ct inglese servono 'azioni drastiche'.

Lo scorso 23 novembre in occasione di Lazio-Tottenham un Paul Gascoigne sorridente e visibilmente commosso aveva ricevuto il tributo della curva nord laziale. 'Gazza' a braccetto con il presidente Claudio Lotito aveva ricevuto applausi, cori, striscioni.

Ma quel sorriso come sempre era solo una maschera, visto che Terry Baker, agente del bizzarro centrocampista inglese (in attività dall'1983 al 2004) ha ammesso alla stampa l'ennesima ricaduta del suo assistito.

Ad attirare ulteriormente l'attenzione sul caso umano è addirittura il capitano dei 'Three Lions' Steven Gerrard che nella conferenza stampa pre Inghilterra-Brasile (match amichevole che si giocherà domani sera a Wembley) ha promesso, assieme alla squadra e all'intera Football Association, di aiutare l'ex centrocamposta della nazionale.

Operato d'urgenza nel 2007 per un'ulcera perforante, arrestato più volte per i suoi comportamenti fuori dalle righe dovuti al consumo di droghe e alcool e internato in varie cliniche per disintossicarsi, Gascogne sta perdendo la sua battaglia.

Risuonano come monito le parole del ct Roy Hodgson che è stato il più diretto di tutti e davanti ai microfoni d'albione ha dichiarato: "Le parole gentili non servono ad aiutare nessuno. Ora servono solo azioni dratische per aiutare l'uomo".

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