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Zico, il fuoriclasse di quel Brasile, spiega: "Se avessimo vinto noi il calcio sarebbe stato differente, invece vinse l'Italia e si sono gettate le basi per un calcio difensivo".

Sono passati trent'anni dal famoso Italia-Brasile di Spagna '82, eppure quella partita continua a far discutere. Allora, alla Nazionale verdeoro sarebbe bastato un pareggio per passare il turno, gli Azzurri invece si imposero grazie ad una storica tripletta di Paolo Rossi.

Zico, il fuoriclasse di quel Brasile, ha ricordato in termini non proprio lusinghieri quel successo dell'Italia: "Noi avevamo una squadra fantastica e conosciuta in tutto il mondo, ancora oggi la gente ci ricorda per il Brasile del 1982. Se avessimo vinto noi il calcio sarebbe stato differente, invece vinse l'Italia e si sono gettate le basi per un calcio nel quale conta solo il risultato e bisogna raggiungerlo ad ogni costo. Si è andati verso un calcio difensivo, dove si pensa alla distruzione del gioco e al fallo sistematico".

Secondo l'ex campione quindi, quella gara cambiò le sorti del calcio: "Quella sconfitta del Brasile non è stata un bene per il mondo del calcio. Avremmo anche potuto segnare cinque goal quel giorno, l'Italia ne avrebbe fatti sei perchè trovava sempre un modo per punire i nostri errori".

Non è ovviamente dello stesso avviso Paolo Rossi, l'eroe di quel match leggendario: "Per il Brasile fu una lezione per la quale dovrebbero ringraziarci e darmi un premio. Da quella sconfitta impararono molto, tanto che poi vinsero altri due mondiali. Dopo quella gara loro sono diventati più guardinghi, si sono europeizzati, eppure vederli giocare è sempre uno spettacolo".

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