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Vieri si dà al poker: sarà un professionista negli Stati Uniti
Addio al calcio, ecco la nuiova dimensione di Christian.
Vuole diventare campione del mondo. Non ci è riuscito da calciatore, nonostante 9 gol segnati tra l’edizione del Mondiale 1998 e quella del 2002, ora ci prova al tavolo. Christian Vieri ha deciso di trasformarsi in una poker face, una faccia da poker. A 36 anni si mette in gioco, in ogni senso. E ha preso la questione molto sul serio. Approfittando delle ambizioni da modella-attrice della fidanzata Melissa Satta, è volato negli Stati Uniti per partecipare alle World Series of Poker, il torneo più importante dell’anno.
Una svolta improvvisa ma neanche tanto. «Ho sempre amato il poker - dice Vieri - ogni tanto giocavo con i compagni nei ritiri. Ma la modalità del texas hold’em sportivo è ancora più divertente» . E così, chiuso il primo aprile il suo rapporto con l’Atalanta e con il pallone, ha allacciato contatti con le principali società del settore e ha provato l’esperienza del torneo sotto la bandiera di Pokerstars a un torneo di beneficienza a Milano, dove sono stati raccolti 100.000 euro per La Fabbrica del Sorriso.
Gli è piaciuto, ha funzionato, come conferma uno dei più bravi pokeristi italiani, Luca Pagano: «E’ un vincente. E riesce a portare al tavolo il successo che ha avuto nel calcio». Ma cosa ha spinto uno dei più forti centravanti della storia italiana a cimentarsi con il poker? Non certo la brama di denaro. L’ha spiegato lo stesso Vieri: «La cosa che più mi affascina del poker è l’adrenalina che ti trasmette. E’ essenziale per uno sportivo». Era proprio la sensazione che il calcio non gli dava più da molto tempo.
Fonte: Corriere dello Sport
Una svolta improvvisa ma neanche tanto. «Ho sempre amato il poker - dice Vieri - ogni tanto giocavo con i compagni nei ritiri. Ma la modalità del texas hold’em sportivo è ancora più divertente» . E così, chiuso il primo aprile il suo rapporto con l’Atalanta e con il pallone, ha allacciato contatti con le principali società del settore e ha provato l’esperienza del torneo sotto la bandiera di Pokerstars a un torneo di beneficienza a Milano, dove sono stati raccolti 100.000 euro per La Fabbrica del Sorriso.
Gli è piaciuto, ha funzionato, come conferma uno dei più bravi pokeristi italiani, Luca Pagano: «E’ un vincente. E riesce a portare al tavolo il successo che ha avuto nel calcio». Ma cosa ha spinto uno dei più forti centravanti della storia italiana a cimentarsi con il poker? Non certo la brama di denaro. L’ha spiegato lo stesso Vieri: «La cosa che più mi affascina del poker è l’adrenalina che ti trasmette. E’ essenziale per uno sportivo». Era proprio la sensazione che il calcio non gli dava più da molto tempo.
Fonte: Corriere dello Sport
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