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ANALISI - Gli azzurri scivolano indietro nel Ranking FIFA e arrivano al Mondiale in seconda fascia. Colpa dell'Armenia? Non solo: vinte appena quattro amichevoli su 17.

E così, per la prima volta da Argentina 1978, l'Italia si presenterà ai nastri di partenza di un Mondiale in seconda fila, alle spalle del gruppo delle teste di serie. I pareggi contro Danimarca e Armenia hanno 'vanificato' una qualificazione ottenuta con largo anticipo, lasciando scivolare gli azzurri indietro nel Ranking FIFA che ha di fatto determinato la griglia di partenza in Brasile.

Già, il Ranking. Ancora una volta ci è fatale una graduatoria 'istituzionale', come nel caso del Ranking UEFA che nel corso degli anni ci ha visti crollare fino a perdere un posto in Champions League. 'Com'è possibile che i vice-campioni d'Europa non siano testa di serie?', hanno puntualmente osservato i critici del sistema di calcolo utilizzato dalla FIFA. La risposta è semplice: ce la siamo cercata, anche stavolta.

E' banale osservare che sarebbe bastato battare l'Armenia al San Paolo per evitare qualunque tipo di intoppo. Ma a noi italiani, si sa, piace complicarci la vita. Abbiamo voluto finire fuori dalla prima fascia per questioni di millesimi, quasi a voler aumentare il rimpianto. In realtà il problema è a monte: l'Italia non si è giocata il suo posto da testa di serie nella notte di Napoli, ma nelle 17 amichevoli disputate - e quasi sempre snobbate - nel corso della gestione Prandelli.

AMICHEVOLI: 4 VITTORIE SU 17
2010 - Italia-Costa d'Avorio 0-1
2010 - Romania-Italia 1-1
2011 - Germania-Italia 1-1
2011 - Ucraina-Italia 0-2
2011 - Italia-Irlanda 0-2
2011 - Italia-Spagna 2-1
2011 - Polonia-Italia 0-2
2011 - Italia-Uruguay 0-1
2012 - Italia-Stati Uniti 0-1
2012 - Italia-Russia 0-3
2012 - Inghilterra-Italia 2-1
2012 - Italia-Francia 1-2
2013 - Olanda-Italia 1-1
2013 - Brasile-Italia 2-2
2013 - Italia-San Marino 4-0
2013 - Italia-Haiti 2-2
2013 - Italia-Argentina 1-2
Sì, perchè anche i test ufficiali hanno un valore ai fini del calcolo del Ranking FIFA, complesso nelle regole che lo determinano ma tutto sommato semplice da spiegare per sommi capi. Dal 2006, si tiene conto dei risultati raccolti nell'ultimo quadriennio, assegnando punti per ogni incontro in base a cinque parametri:

- Risultato della partita
- Data della partita
- Importanza della partita
- Valore dell'avversario
- Valore della sua confederazione

Ad ogni fattore corrispondono determinati punti o regole di calcolo che stabiliscono il punteggio da assegnare nel Ranking in seguito ad ogni partita.

Chiaramente incontri di qualificazione hanno peso maggiore rispetto alle amichevoli: la vittoria sulla Repubblica Ceca - per intenderci - ha portato in dote alla nostra Nazionale 1305 punti, mentre l'Argentina ne ha incamerati 582 per il successo nell'amichevole di agosto all'Olimpico contro gli azzurri.

La differenza c'è ed è anche consistente, ma - e qui casca l'asino - è impressionante il tesoretto di punti sperperato dall'Italia di Prandelli nel corso delle 17 amichevoli disputate sotto la sua gestione dal 2010. Il bilancio è impietoso: otto sconfitte, cinque pareggi e sole quattro vittorie. Ruolino frutto di un approccio quasi sempre soft all'incontro, come se fosse del tutto assente una reale posta in palio. Errore grave.

Sostanzialmente l'Italia non sarà testa di serie al Mondiale a causa della superficialità con cui ha affrontato le amichevoli nell'arco dell'ultimo triennio. Un po' come il quarto posto Champions perso in seguito ad anni di disastri in Europa League. Con un atteggiamento diverso in occasione dei vari test susseguitisi di anno in anno, la sfida con l'Armenia sarebbe stata una semplice formalità priva di interessi e gli azzurri sarebbero stati da tempo certi di un posto in prima fascia.

A conti fatti, comunque, potrebbe non essere una cattiva notizia dover affrontare un girone di ferro, proprio alla luce della facilità con cui, storicamente, tendiamo a prendere sotto gamba impegni facili 'sulla carta'. In Sudafrica, è bene ricordarlo, non fummo in grado di qualificarci in un girone con Paraguay, Slovacchia e Nuova Zelanda.

Inutile strapparsi i capelli per non essere finiti tra le teste di serie, dunque. O almeno, prima di arrivare a questo, converrebbe iniziare a prendere sul serio ogni partita. Dalle amichevoli all'Armenia.

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