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Evra e la Francia hanno voglia di riscatto: "Ultimi anni bui, dobbiamo risalire. Senza un successo con la nazionale la mia carriera sarebbe un fallimento"

Il terzino del Manchester United conferma di volere un successo con la nazionale prima di terminare la sua carriera da professionista.

Patrice Evra, terzino del Manchester United e della Francia, si apre alla ‘Gazzetta dello Sport’ in vista del match amichevole di domani sera tra gli azzurri e i transalpini: dagli esordi in Italia alla rivalità col Manchester City, passando per le turbolenti esperienze in maglia ‘bleus’, non nasconde nulla del suo passato e svela anche qualche aneddoto.

Dopo il pessimo Mondiale la Francia ha avuto difficoltà a riemergere subito, voi siete riusciti a raggiungere una finale e questo vi ha aiutato a riacquistare credibilità ma il nostro Europeo è stato così così, ora ce la stiamo mettendo tutta” – ha confessato il difensore – “chiudere la carriera senza trofei con la nazionale, sarebbe un fallimento per me”.

Racconta poi le sua esperienze con Blanc e Deschamps. “E’ stato un brutto periodo nel 2010, persi il posto da titolare e non sapevo perché, ma ho continuato a dare il massimo. Ora con Didier ho un ottimo rapporto, è stato lui a lanciarmi al Nizza quando avevo 20 anni, ma adesso è stato subito chiaro, mi ha detto: ‘Guarda che il posto te lo devi guadagnare, se giochi bene scendi in campo altrimenti niente’. E' un uomo che stimo particolarmente, è uno che ti giudica in base alle prestazioni”.

Ma non c’è spazio solo per la nazionale. "Con lo United quest’anno ho già segnato due reti, sono contento visto che non sono uno che segna spesso” – continua il vice-capitano dei Red Devils, parlando della Premier League – “comunque il potere a Manchester è nostro, il City ha vinto il titolo giusto l’ultimo anno. Balotelli? E’ un grande calciatore, ma domani sarà Italia-Francia, non City-United”. C’è tempo anche per ricordare i suoi trascorsi italici: “E’ sempre bello tornare qui, all’Italia devo le mie fortune, qui ho firmato il mio primo contratto a 17 anni e mi hanno trattato come se fossi uno di famiglia".

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