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SuperMario torna in Nazionale a circa tre mesi dalla finale di Kiev contro la Spagna e dalle lacrime del post-partita. Prandelli ha ragione: deve capire cosa vuole essere.

L'ultima volta che ha vestito l'azzurro il suo pianto disperato è stato l'emblema della disfatta contro la Spagna. In quel triste primo luglio anche quel ragazzo, che quasi mai lasciava trasparire in campo le sue emozioni, ha ceduto alla disperazione per un sogno accarezzato e trasformatosi in incubo davanti a Xavi e compagni. Oltre tre mesi dopo, Mario Balotelli ritrova la maglia azzurra.

Quella stessa Italia che lo ha consacrato a livello internazionale e che ora punta forte su di lui per staccare il biglietto per il Brasile, ma soprattutto per vivere un Mondiale da protagonista. SuperMario è il Top Player (parola che ormai va di gran moda per definire un campione) di una squadra giovane e in parte rinnovata che vuole dare continuità a quanto di buono fatto in Polonia ed Ucraina.

L'EUROPEO DI SUPERMARIO IN VOTI
 
VS SPAGNA
VS CROAZIA
VS IRLANDA
VS INGHILTERRA
VS GERMANIA
VS SPAGNA
La splendida doppietta che ha steso la Germania e la susseguente esultanza con il fisico scultoreo in bella mostra sono ancora negli occhi di milioni di tifosi italiani.

Ed è da lì che Balotelli deve riprendere il suo discorso con la Nazionale, interrotto da un'operazione agli occhi a settembre, una tempistica che ha indispettito non poco Cesare Prandelli.

Il c.t. si sarà messo nei panni di Roberto Mancini e avrà pensato di essere tutto sommato fortunato, visto che il Mancio non sa più che pesci pigliare per mettere in riga il Bad Boy, tra sigarette, notti brave e conseguenti tribune.

La lunga estate, con annessa paternità, e l'inizio di stagione non hanno portato consiglio e l'attaccante del Manchester City è sempre al centro delle polemiche per il carattere fumantino e un atteggiamento che sta indispettendo anche gli sceicchi, che temono per l'immagine del loro club.

In sostanza il problema è sempre lo stesso: un enorme talento che rischia di essere gettato al vento per via di un carattere ribelle.

I soli due gol in stagione (uno in Coppa di Lega e l'altro in Champions League su rigore al Borussia Dortmund) nei solo 7 spezzoni di partita disputati sono numeri impietosi di un salto di qualità che ancora non c'è stato, tanto da farlo scivolare nelle gerarchie di Mancini al terzo, se non al quarto posto, alle spalle di Aguero, Tevez e Dzeko.

Mario deve capire se vuole diventare un campione, deve tirare fuori l'orgoglio e dimostrare attaccamento alla maglia

- Cesare Prandelli

Ha ragione José Mourinho quando dice che solo Mancini può metterlo in riga, peccato che il Mancio stia perdendo la pazienza e con essa la sfida. Un talento che rischia ogni giorno che passa di perdersi, ma sul quale Prandelli punta ad occhi chiusi, forte del fatto che agli Europei è riuscito a gestirlo bene.

Contro Armenia e Danimarca la possibilità di un parziale riscatto, anche se non ci sarà il suo gemello 'europeo' Antonio Cassano, che dopo anni di cassanate è riuscito a mettere la testa a posto. Soprattutto grazie a moglie e figlio. Strano a dirlo, ma Fantantonio può essere l'esempio da seguire.

Così la pace con Raffaella Fico, in vista della nascita del loro bambino, può essere quel segnale importante di crescita e maturità che tutti si aspettano. Quel passaggio da ragazzino a uomo che manca a SuperMario per esplodere in modo definitivo e che gli consentirebbe di lasciare spazio solo all'incredibile talento che Madre Natura gli ha regalato.

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