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Una carriera in azzurro da vice di Maldini, Zoff e Trapattoni. Pietro Ghedin, ora Ct della nazionale maltese, sfiderà l’Italia sperando di strappare qualche applauso.

Da calciatore lo si accoppia al nome di Re Cecconi, era insieme al laziale nel tragico scherzo che costò la vita all’amico; da allenatore lo si accoppia a personalità d’eccezione. È stato il vice allenatore di Maldini al Mondiale del 1998, di Zoff a Euro 2000 e di Trapattoni in Corea 2002. Insomma, Pietro Ghedin non è l’ultimo arrivato.

Ghedin ha già guidato la nazionale maltese dal 1993 al 1995, poi sono arrivate le importanti esperienze con l’Italia e con la nazionale femminile. Questa nuova missione con Malta ha un obiettivo: eguagliare nazionali che negli ultimi anni hanno guadagnato in competitività. “Lavorare per raggiungere il livello di Islanda e Estonia – ha detto Ghedin –, che sono nazionali emergenti, e dell’Armenia, che in 20 anni ha compiuto progressi inimmaginabili”.

Compito arduo se sulla strada si trovano i vice campioni d’Europa, ma nel derby italiano Ghedin dice: “Non posso fare finta di niente, canterò tutti e due gli inni”. E se è certo che l’ostacolo potrebbe essere non a prova di isolani spera comunque in una standig ovation: “Speriamo di ricevere qualche applauso”.

L’allenatore di Malta trova anche spazio per lanciare un monito all’Italia, di passargli qualche consiglio, perché in campo ci si sfida, ma fuori si è amici e ci si tende la mano: “Attenzione agli armeni. Sono giovani, forti e aggressivi”.

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