thumbnail Ciao,

Il figlio del Cholo è uno dei prospetti a cui si affida il River Plate per uscire dalla crisi. Sogna l'Atlético Madrid, ma è blindato da una clausola rescissoria milionaria.

GIOVANNI SIMEONE | La Scheda
Club River Plate
Ruolo Attaccante
Data di nascita
5 luglio 1995
Altezza/Peso 181 cm/81 kg
Nazionalità Argentina
A chi assomiglia Falcao

Additare qualcuno a 'parente di' non è mai particolarmente simpatico. Ma è inevitabile quando si parla di un ragazzo il cui padre ha raggiunto risultati eccellenti in tre Paesi: Argentina, Spagna e Italia. Giovanni Simeone, 18 anni, è il figlio di Diego Pablo, il Cholo, ex Inter e Lazio tra le altre. Ma è anche, e soprattutto, uno dei prospetti a cui si affida il River Plate per venire a capo di una delle crisi peggiori della propria storia.

PUNTA PURA - Retrocesso nel 2011 e riemerso nella massima serie 12 mesi dopo, il River fatica a tornare grande. I risultati sono pessimi: 17 punti in 17 giornate dell'Inicial, 14 in meno del San Lorenzo capolista, terzultimo posto a due turni dalla fine. Un disastro totale, rimpinguato dall'eliminazione ai quarti di Copa Sudamericana. Solo l'emergere di alcuni giovani di talento accende una luce fioca in fondo a un tunnel che pare senza fine.

Uno di questi è proprio Giovanni Simeone. Il quale, a differenza del padre, è una prima punta. Uno bravo di testa, ma che là davanti ama fare movimento, supportato dalla leggerezza dell'età e da un fisico che, tutto sommato, non lo imprigiona. Facendo le debite proporzioni, somiglia a Falcao, che nel River ci ha giocato: "Cerco sempre di assomigliare a lui" dice. Può giocare in un 4-2-3-1, ma meglio se lo fa in coppia con un altro delantero: magari Federico Andrada, altro pibe, pure lui salito da poco dalle giovanili.

Del resto, i segreti del ruolo li può imparare dal suo allenatore, Ramón Diaz, che in Italia giocò negli anni 80 con Napoli, Avellino, Fiorentina e Inter, e che in attacco, con le delusioni Mora, Menseguez e Teo Gutierrez, non sa più che pesci pigliare. E allora si affida a Simeone, il quale spera di ripagarlo. "Così mostrerò alla gente che sono Giovanni, non il figlio del Cholo" dice il giovanotto, rivelando il peso del cognome.

CLAUSOLA DA URLO - Nato il 5 luglio 1995 a Madrid, ai tempi della militanza colchonera del padre, Simeone arriva al River Plate nel 2008. Anno magico e tragico per il Millo: Diego lo porta a vincere il Clausura e poi lo lascia all'ultimo posto nell'Apertura successivo. Itanto il figlio gode di ottima considerazione nelle giovanili del club: tre anni più tardi, nel 2011, a 16 primavere compiute da poco la clausola rescissoria fissata dal presidente Passarella è di 16 milioni di dollari, circa 15 milioni di euro.

Nell'estate del 2013 Diaz lo vuole con sé in Prima Squadra. Come regalo di benvenuto, i compagni lo costringono a una scioccante iniziazione, rasandogli completamente la parte superiore dei lunghi capelli. Si usa così, laggiù. Per fortuna Simeone ha il buon senso di uniformare la nuca al resto della testa, presentandosi rasato alle amichevoli pre-campionato del River. E alle sue prime due reti, a Salta, il 25 luglio contro il Gimnasia y Tiro.

L'esordio ufficiale avviene una decina di giorni più tardi, il 5 agosto, prima giornata dell'Inicial contro il Gimnasia La Plata. Diaz è senza l'intero attacco, dopo le rinunce a Trezeguet e al Chino Luna. Ma non perde il buon umore, e in conferenza stampa fa snocciolare tra le risate generali la probabile formazione titolare a un giornalista. "Barovero, Mercado, Maidana, Balanta...". E alla fine: "Simeone". È la prima chance per il Cholito.

SOGNO COLCHONERO - Nel marasma tecnico e societario in cui si trova il River, in cui pure il presidente Passarella ha gettato la spugna, non è semplice per un 18enne emergere. Ma Simeone ci riesce. Col Gimnasia mostra una timidezza naturale per uno all'esordio. Poi si scrolla di dosso le paure, mostrando di poterci stare in una squadra così gloriosa: a settembre segna il suo primo goal col Tigre, ripetendosi poi nel ko con l'Olimpo di 10 giorni fa.

Altre soddisfazioni gli arrivano da Matias Almeyda e Alejandro Sabella. L'ex idolo millonario, allenatore nell'anno della promozione e oggi al Banfield (B Nacional), non esita a proporre paragoni importanti: "Può essere il nuovo Kluivert". Mentre a marzo il ct dell'Argentina ha convocato lui e altri 7 ragazzi per uno stage con i grandi, come sparring partner negli allenamenti di Messi e soci.

E il padre? Predica pazienza, invitando il figliolo a non bruciare le tappe. "Non deve cullarsi sugli allori. Deve continuare a migliorare, ad ascoltare, ad imparare" ha detto a luglio il Cholo, dopo le prime reti in amichevole di Gio. Chissà che i due non possano, un giorno, ritrovarsi sotto la stessa bandiera: Simeone Jr. aveva del resto espresso, qualche tempo fa, il desiderio di giocare nell'Atlético Madrid. Peccato che il River abbia rinnovato con lui fino al 2017. Ma l'Europa, presto o tardi, è nel suo destino.

Sullo stesso argomento