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9 reti nel Sudamericano Under 20 vinto dall'Argentina, come Neymar 4 anni fa: dopo un 2014 negativo torna alla ribalta Giovanni Simeone, figlio del Cholo. E prospetto vero.

GIOVANNI SIMEONE | La Scheda
Club River Plate
Ruolo Attaccante
Data di nascita
5 luglio 1995
Altezza/Peso 181 cm/81 kg
Nazionalità Argentina
A chi assomiglia Falcao

Additare qualcuno a 'parente di' non è mai particolarmente simpatico. Ma è inevitabile quando si parla di un ragazzo il cui padre ha raggiunto risultati eccellenti in tre Paesi: Argentina, Spagna e Italia. Giovanni Simeone, 20 anni a luglio, attaccante del River Plate, è il figlio di Diego Pablo, il Cholo, ex Inter e Lazio tra le altre. Ma è anche, e soprattutto, uno dei prospetti migliori d'Argentina: tanto da laurearsi capocannoniere del Sudamericano di categoria appena vinto dall'Under 20 in terra uruguaiana.

9 reti, di cui 6 nel girone iniziale e 3 in quello finale. Come Neymar nel 2011, peggio solo del colombiano Rodallega, che nel 2005 timbrò la bellezza di 11 volte. È lui il segreto, nemmeno troppo nascosto, della selezione di Humbertito Grondona, campione all'ultima giornata con un 2-1 all'Uruguay anche quando sarebbe bastato un pareggio. Una boccata d'aria fresca per Simeone, capace finalmente di trasformare in realtà le aspettative riposte su di lui da ormai 4 anni.

PUNTA PURA - Retrocesso nel 2011 e riemerso nella massima serie 12 mesi dopo, il River fatica a tornare grande. I risultati sono pessimi: 17 punti in 17 giornate dell'Inicial, 14 in meno del San Lorenzo capolista, terzultimo posto a due turni dalla fine. Un disastro totale, rimpinguato dall'eliminazione ai quarti di Copa Sudamericana. Solo l'emergere di alcuni giovani di talento accende una luce fioca in fondo a un tunnel che pare senza fine.

Uno di questi è proprio Giovanni Simeone. Il quale, a differenza del padre, è una prima punta. Uno bravo di testa, ma che là davanti ama fare movimento, supportato dalla leggerezza dell'età e da un fisico che, tutto sommato, non lo imprigiona. Facendo le debite proporzioni, ricorda Falcao, che nel River ci ha giocato: "Cerco sempre di assomigliare a lui" dice. Può giocare in un 4-2-3-1, ma meglio se lo fa in coppia con un altro delantero: magari Federico Andrada, altro pibe, pure lui salito dalle giovanili.

Del resto, i segreti del ruolo li impara dal suo primo allenatore vero, Ramón Diaz, che in Italia giocò negli anni 80 con Napoli, Avellino, Fiorentina e Inter, e che in attacco, con le delusioni Mora, Menseguez e Teo Gutierrez, non sa più che pesci pigliare. E allora si affida a Simeone, il quale spera di ripagarlo. "Così mostrerò alla gente che sono Giovanni, non il figlio del Cholo" dice il giovanotto, rivelando il peso del cognome.

CLAUSOLA DA URLO - Simeone jr. è al River dal 2008. Arriva col padre Diego, che porta il club a vincere il Clausura per poi lasciarlo all'ultimo posto nell'Apertura successivo. Intanto il figlio gode di ottima considerazione nelle giovanili del club: tre anni più tardi, nel 2011, a 16 primavere compiute da poco la clausola rescissoria fissata dal presidente Passarella è di 16 milioni di dollari, circa 15 milioni di euro.

Nell'estate del 2013 Diaz lo vuole con sé in prima squadra. Come regalo di benvenuto, i compagni lo costringono a una scioccante iniziazione, rasandogli completamente la parte superiore dei lunghi capelli. Si usa così, laggiù. Per fortuna Simeone ha il buon senso di uniformare la nuca al resto della testa, presentandosi rasato alle amichevoli pre-campionato del River. E alle sue prime due reti, a Salta, il 25 luglio contro il Gimnasia y Tiro.

L'esordio ufficiale avviene una decina di giorni più tardi, il 5 agosto, prima giornata dell'Inicial contro il Gimnasia La Plata. Diaz è senza l'intero attacco, dopo le rinunce a Trezeguet e al Chino Luna. Ma non perde il buon umore, e in conferenza stampa fa snocciolare tra le risate generali la probabile formazione titolare a un giornalista. "Barovero, Mercado, Maidana, Balanta...". E alla fine: "Simeone". È la prima chance per il Cholito.

RITORNO NEI RANGHI - Nel marasma tecnico e societario in cui si trova il River, in cui pure il presidente Passarella ha gettato la spugna, non è semplice per un 18enne emergere. Ma Simeone ci riesce. Col Gimnasia mostra una timidezza naturale per uno all'esordio. Poi si scrolla di dosso le paure, mostrando di poterci stare in una squadra così gloriosa: a settembre segna il suo primo goal col Tigre, ripetendosi poi nell'1-3 con l'Olimpo.

I problemi iniziano, paradossalmente, quando il River Plate si sveglia dal letargo. Il 2014 riporta fiducia, solidità e trofei: a maggio il Millo si laurea campione del Final, a dicembre arriva a un soffio dal bis nell'Inicial. Conquistando l'inedita Copa Sudamericana come contorno. E poi, prima torna l'idolo Cavenaghi, quindi il colombiano Téo Gutiérrez: difficile per Gio ritagliarsi uno spazio utile, come faceva quando il River viveva in uno stato di necessità totale.

A complicare ulteriormente le cose, il fatto che da un certo punto il suo mentore Diaz non c'è più: sulla panchina biancorossa arriva un altro simbolo millonario, il Muñeco Gallardo, che a Simeone preferisce Boyé e pure l'amico Driussi, con Gio pure in Uruguay con l'Under 20. Qualche soddisfazione arriva lo stesso: le due reti al Libertad negli ottavi di Sudamericana, ad esempio, oppure la maglia da titolare nell'andata della semifinale, il Superclásico della Bombonera. La vera svolta, però, arriva da un Sudamericano Under 20 giocato e vinto da protagonista.

SOGNO COLCHONERO - Attestati di stima gli arrivano da Matias Almeyda, ammiratore vero e non solo per l'amicizia con il padre Diego. L'ex laziale ed ex idolo biancorosso, allenatore nell'anno del ritorno in Primera e oggi al Banfield, non esita a proporre paragoni importanti: "Può essere il nuovo Kluivert". A inizio anno se lo sarebbe preso volentieri: "Ma il River non me l'ha prestato. E ora non vedo come possa venire da noi".

E il Cholo? Predica pazienza, invitando il figliolo a non bruciare le tappe. "Non deve cullarsi sugli allori. Deve continuare a migliorare, ad ascoltare, ad imparare"ha detto qualche tempo fa, dopo le prime reti in amichevole di Gio. Chissà che i due non possano, un giorno, ritrovarsi sotto la stessa bandiera: Simeone Jr., per il qualche qualche sirena poco convinta canta anche in Italia, ha del resto espresso il desiderio di giocare nell'Atlético Madrid. Col River ha ancora due anni e mezzo di contratto. Ma l'Europa, presto o tardi, è nel suo destino.

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