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Il centrocampista ghanese, mancino 'tutto polmoni' salito in cattedra nei sei mesi di prestito in Toscana, può tornare alla base e giocarsi le sue chances alla corte di Mazzarri.

JOSEPH ALFRED DUNCAN | La Scheda
Club Livorno (prestito dall'Inter)
Ruolo Centrocampista
Data di nascita
10 marzo 1993
Altezza/Peso 178 cm/78 kg
Nazionalità Ghana
A chi assomiglia Essien, Muntari

Arrivare nel mercato di gennaio e diventare nel giro di sei mesi un pilastro della squadra non è roba da tutti, soprattutto se devi ancora compiere vent'anni. Per Joseph Alfred Duncan, invece, tutto ciò si è rivelata essere una montagna meno dura del previsto da scalare, visto che nel ritorno in A del Livorno c'è anche molto del suo contributo. Per buona pace dell'Inter, che ha potuto vedere esplodere il suo 'gioiellino' e adesso può pensare di puntarci nell'immediato.

LA TOSCANA NEL PROPRIO DESTINO - Duncan, ghanese classe 1993 nativo di Accra, arrivò in Italia da piccolo quando venne affidato ad una famiglia di Pistoia (segno che la Toscana sarebbe dovuta essere nel suo destino). I nerazzurri lo scovarono nel 2010 e decisero di aggregarlo alla Primavera non appena compiuti 18 anni, ovvero quasi dodici mesi dopo: da quel momento Duncan ha deciso di fare sul serio.

UN 'GRAZIE' A STRAMA - Insieme ai propri coetanei, ha saputo andare a prendersi Next Gen Series (la Champions League di categoria) e Scudetto dei più piccoli. Tutto in un'unica annata, la scorsa. Molti dei suoi progressi li deve senz'altro ad Andrea Stramaccioni, che ha dimostrato di credere in lui portandolo spesso e volentieri in prima squadra (esordio in A alla prima giornata del campionato appena conclusosi, il 26 agosto 2012 a Pescara, poi altri 2 gettoni e diverse panchine prima dell'approdo alla corte di Nicola). Un'escalation che gli ha consentito anche di trovare la prima convocazione col Ghana, lo scorso novembre, contro Capo Verde.

SULLE ORME DEI CONNAZIONALI - Mancino di piede, baricentro basso e grande dinamismo: queste le caratteristiche principali del talentuoso mediano tutto 'cuore e polmoni' col vizio dell'inserimento, che ricorda per movenze e fisionomia i propri connazionali Essien e Muntari. Già, perchè nelle 23 presenze collezionate durante il prestito a Livorno Duncan ha avuto anche modo di trovare due volte il goal. E il secondo timbro ha avuto la valenza più grande, visto che è giunto nella finale playoff d'andata sul campo dell'Empoli finita 1-1.

DALLA B A SAN SIRO? - Non solo quantità dunque, anche un buon piede che lo incoraggia spesso e volentieri ad andare alla conclusione. Perfetto, insomma, per il nuovo corso nerazzurro targato Walter Mazzarri: il tecnico toscano predilige centrocampisti di corsa pronti ad appoggiare la manovra offensiva e Duncan quest'anno ha dimostrato di possedere tali caratteristiche.

Il club di Moratti ha cambiato molto nella zona nevralgica, dimenticandosi probabilmente troppo in fretta di avere proprio in quel ruolo un elemento che vista la stagione appena andata in archivio poteva tornare più utile di qualche acquisto 'flop'. Per questo sarebbe opportuno testarlo anzichè propendere per una nuova cessione, (prestito o comproprietà che sia) declinando i vari interessamenti di Catania, Chievo, Parma, Sampdoria o la volontà del Livorno di goderselo un'altra stagione.

Il tempo per rimediare c'è, Duncan è legato all'Inter fino al 2016 e ha dimostrato di potersi giocare le sue chances nella società che lo ha lanciato, sposandosi col processo di rinnovamento caldeggiato in Corso Vittorio Emanuele. Chissà che per il ghanese, dopo il palcoscenico della cadetteria, non ci sia l'opportunità di brillare sul proscenio di San Siro.

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