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Il portiere del Santos è cresciuto con Neymar e Ganso, e con loro ha contribuito a riportare il club ai vertici del Sudamerica. Lo volevano Parma e Milan, ora la Roma lo pressa.

RAFAEL CABRAL BARBOSA | La Scheda
Club Santos
Ruolo Portiere
Data di nascita
20 maggio 1990
Altezza/Peso 186 cm/88 kg
Nazionalità Brasile
A chi assomiglia Júlio César 

Non sarà famoso come i craques (vero il primo, finora soltanto immaginario il secondo) Neymar e Ganso, ma anche Rafael Cabral Barbosa può rientrare nella nutrita schiera dei 'meninos di Vila Belmiro'. Ovvero i ragazzini che, partiti dalle giovanili del Santos e promossi in prima squadra, hanno contribuito all'indigestione di trofei raccolti negli ultimi anni dal club paulista.

23 anni il 20 di questo mese, Rafael è il portiere titolare della formazione di Muricy Ramalho. Da tre difende i pali santisti, e non ha mai perso il ruolo di titolare. Perché è il miglior giovane portiere del Brasile, costantemente nel giro della Seleção e nel mirino di importanti club europei: come la Roma dell'esperto di calcio sudamericano Sabatini, ad esempio.

FATTO IN CASA - Il portierino nasce a Sorocaba, nello stato di San Paolo, il 20 maggio di 23 anni fa. Viene inserito nelle giovanili del Santos nel 2006. Si fa tutta la trafila dell'Under 17 e dell'Under 20, e giunge alla prima squadra nel gennaio del 2009. A luglio dello stesso anno, però, uno scontro in allenamento col difensore-cerbero Domingos gli procura la frattura della tibia e della fibula, che lo costringe ai box per tre mesi.

Così, per l'esordio con i grandi Rafael deve attendere ancora. Ma il momento arriva: il 21 marzo del 2010 va in tournée negli USA col Santos e gioca il secondo tempo del match contro i New York Red Bull, subentrando a Fábio Costa. Per la prima ufficiale, il ragazzo non deve attendere molto: il 2 giugno dello stesso anno, nello 0-0 del Mineirão col Cruzeiro, Rafael chiude la porta e si guadagna la stima dell'allenatore Dorival Júnior.

Poco importa che, dopo l'esonero del tecnico in seguito a un litigio con l'intoccabile Neymar, gli subentrino in panchina prima Adilson Batista e poi, dopo l'interregno di Marcelo Martelotte, Muricy Ramalho. Rafael, ormai, si è preso la porta santista strappandola di mano all'ex titolare Felipe. Ed è pure sua una fetta dei successi che il Santos conquista nel magico 2011.

2011 DA SOGNO - In quell'anno, il Santos vince il secondo campionato statale consecutivo (farà tris nel 2013), ma soprattutto conquista la Copa Libertadores dopo la doppia finale contro gli uruguaiani del Peñarol. Il club bianconero non aveva il privilegio di accarezzarla dal '63, dai tempi di Pelé. Pazienza se a dicembre il Barcellona rovina in nemmeno un tempo il sogno di prendersi anche il Mondiale per Club.

Da ricordare, nella vittoriosa campagna continentale, è soprattutto l'ottavo di finale di ritorno contro i messicani dell'América. A Città del Messico, dopo lo striminzito 1-0 della Vila Belmiro, è Rafael a tenere in piedi il Santos: con non meno di cinque interventi da campione regala lo 0-0 e i quarti al Peixe, premiando forse oltremisura Muricy Ramalho e il suo calcio brutto ma vincente.

NAZIONALE BRASILIANO - Non sono i trofei di club ad aver ammaliato la Roma, quanto le caratteristiche del numero 1 santista. Rafael è un portiere di grande personalità, bravissimo tra i pali, anche se forse a volte un po' troppo votato alla parata per i fotografi. Nelle uscite deve migliorare qualcosina, come in una concentrazione che a volte se ne va. Ma la stoffa c'è tutta.

Lo ha capito anche Mano Menezes, che per primo, dopo la trafila delle selezioni giovanili, lo ha fatto esordire nel Brasile dei grandi il 30 maggio del 2012, contro gli Stati Uniti. Se lo sarebbe portato anche a Londra per le Olimpiadi, Mano, se un infortunio al gomito non avesse costretto il povero Rafael a dare forfait. Al suo posto il milanista Gabriel.

Insomma, non è affatto escluso che in estate Rafael sbarcherà in Italia. Lo volevano anche in Spagna, ma nel 2010 il Santos rifiutò le avances del Siviglia. Ci aveva provato con convinzione anche il Parma, ma anche lì i brasiliani erano stati irreduttibili. Ora, dopo i sondaggi del Milan, è il turno della Roma. Sarà la volta buona?

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