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Il mancino del Flamengo, 18 anni, è divenuto famoso... prima di nascere: il gesto della culla effettuato dal padre fu uno dei simboli di USA '94. I bianconeri lo vogliono.

MATTHEUS DE ANDRADE GAMA DE OLIVEIRA | La Scheda
Club Flamengo
Ruolo Trequartista
Data di nascita
7 luglio 1994
Altezza/Peso 185 cm/70 kg
Nazionalità Brasile
A chi assomiglia Ricky Alvarez

La scena se la ricordano in tanti. 9 luglio 1994, Cotton Bowl di Dallas: Bebeto segna il 2-0 all’Olanda e pone il secondo mattoncino del 3-2 finale che qualifica la Verdeoro di Carlos Alberto Parreira alle semifinali del Mondiale americano. Precursore in tempi in cui le esultanze sono più sobrie e i coreografi non ancora previsti nel calcio, l’attaccante mima un bambino da cullare, seguito da Romário e Mazinho. 19 anni dopo, quel figlio arrivato solo due giorni prima ha appena scoperto che può giocare nella Juventus.

TREQUARTISTA MANCINO – Mattheus de Andrade Gama de Oliveira: questo è il nome completo del menino. Per tutti è semplicemente Mattheus. La somiglianza fisica con il padre, appena nominato coordinatore tecnico di tutte le nazionali brasiliane, ma anche politico e in passato allenatore mancato, è evidente.

Il viso ricorda quell’attaccante rapido e opportunista, che in patria fece successo soprattutto con Flamengo e Vasco e in Europa con gli spagnoli del Deportivo La Coruña. Per il resto, come caratteristiche tecniche non ci siamo. Mattheus non gioca in attacco ma sulla trequarti, non è destro ma mancino, e inoltre è più alto e più potente rispetto al ‘padre d’arte’. Calcia bene dalla distanza, ha una buona visione di gioco e mette in mostra un tocco raffinato, nonostante non disdegni le giocate semplici e poco spettacolari.

Qualità che ha messo in mostra solo a tratti con la maglia del Flamengo, se è vero che le sue presenze in rossonero nel Brasileirão 2012 sono state solo 12, peraltro senza reti.

2011 ANNO DI GRAZIA – La Juventus, che sta trattando col club rossonero per portare il ragazzo a Torino, evidentemente guarda più in là del curriculum. Che pure, a livello giovanile, non è niente male. Unico dei tre figli di Bebeto – tra questi pure la modella Stephanie, a cui un paio di settimane fa è… scoppiata una protesi al seno mentre giocava a pallavolo – a giocare a pallone, Mattheus inizia nel futsal del Flamengo, il calcio a 5, tradizionale porta per entrare nelle giovanili di un club brasiliano. E a 12 anni passa all’erba verde del campo, venendo presto considerato assieme ad Adryan una delle maggiori promesse del vivaio rossonero.

Segna una rete nella finale del Carioca under 17 del 2010, aiutando il Fla a battere il Botafogo per 2-0. E con la categoria Juniores esplode nell’anno successivo: vince la prestigiosa Copa São Paulo, manca il Carioca ma va segno per 21 volte, giungendo secondo nella classifica cannonieri della competizione. Inevitabile che prima o poi giunga la chance in prima squadra.

NAZIONALE GIOVANILE – Vanderlei Luxemburgo gli dà fiducia concedendogli 13 minuti del match del Carioca contro l’Olaria, nel febbraio dello scorso anno, prima di essere sacrificato sull’altare delle bizze di Ronaldinho. E Joel Santana, subentrato a Luxa, lo richiama in prima squadra alla quinta giornata del campionato nazionale, gettandolo nella mischia negli ultimi istanti della sfida del quinto turno contro il Santos, in sostituzione di Ibson.

Da lì in poi, saranno altre 11 presenze senza reti. Per questo qualcuno dice che Mattheus non sia pronto per un avventura del genere. In Brasile molti storcono il naso, nonostante il ragazzo, assieme all’amico Adryan, si sia rivelato come una delle poche luci nel marasma tecnico e societario del Flamengo. Mattheus è pure nel giro delle nazionali giovanili brasiliane. Ha vestito l’amarelinha under 13, under 15, under 16 e under 17 del Brasile. E ha partecipato alla spedizione, invero disastrosa, dell’Under 20 in Argentina. Il passato, insomma, è già notevole. Il futuro può esserlo ancor di più. E alla Juve lo hanno capito.    

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