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18 anni, il mancino che piace ai bianconeri gioca al centro della difesa del Botafogo, la squadra dell'ex milanista. Si ispira a Thiago Silva e sogna la Seleção.

MATHEUS DORIA MACEDO | La Scheda
Club Botafogo
Ruolo Difensore centrale
Data di nascita
8 novembre 1994
Altezza/Peso 188 cm/82 kg
Nazionalità Brasile
A chi assomiglia Chiellini

Thiago Silva ha fatto scuola. Un tempo patria di trequartisti e funamboli (che non mancano nemmeno oggi, sia chiaro), il Brasile opera un processo di europeizzazione sempre più marcato affidandosi a difensori di valore che hanno l’Europa nel destino. Matheus Dória Macedo, per tutti semplicemente Dória, è uno di questi. 18 anni compiuti a inizio novembre, gioca da qualche mese al centro della difesa del Botafogo: periodo di tempo sufficiente per attirare attenzioni da parte di qualche big europea.

COMPAGNO DI SEEDORF - Non è un mistero, ormai, che sulle sua tracce ci sia nientemeno che Madama Juventus, che da tempo ne segue le gesta e l'evoluzione e vorrebbe farlo crescere in Italia. La maglia è sempre bianconera, ma il peso specifico sarebbe ben altro, nonostante da qualche tempo nel ‘Glorioso’ di Rio de Janeiro giochi pure Clarence Seedorf. Doria si è guadagnato il diritto di toccare gli stessi palloni dell’olandese a suon di prestazioni convincenti e una sicurezza insolita per un diciottenne col compito di fermare attaccanti ben più smaliziati. La sua caratteristica principale? Un’ottima elevazione aerea, favorita da un fisico imponente: 188 centimetri distribuiti su 82 chilogrammi, tanto che i compagni, scherzando, lo 'accusano' di avere più anni di quelli che in realtà dichiara. In effetti, proprio di testa è giunto l’unico (fin qui) goal con la maglia del Botafogo, nel 4-0 all’Atlético Goianiense di fine ottobre.

TITOLARE A 17 ANNI - Dória ricorda Chiellini, ma a differenza del ruvido difensore juventino è anche in possesso di una tecnica di base non trascurabile. Cerca sempre di giocare il pallone e si mette in mostra per una certa eleganza. Merito anche dei trascorsi nel futsal, il calcio a 5, sport in cui - come molti altri - inizia a tirare calci a un pallone: gioca nel Tio Sam fino a 14 anni, poi, scartato dal Fluminense, ecco l'opportunità del Botafogo. Sfruttata alla grande, se è vero che a 17 anni arriva pure la chiamata in prima squadra, in occasione dello 0-0 contro il Nova Iguaçu nella Taça Guanabara, la prima fase del Campionato Carioca. Dória resta in panchina, ma l’esordio non tarda ad arrivare: il 27 maggio, nel 3-2 al Coritiba valido per la seconda giornata del Brasileirão, nella formazione titolare figura anche lui. Come va? Maluccio, a dire il vero: dopo soli 30 secondi devia nella propria porta un pallone di Lincoln. Un incubo. Ma col passare del tempo il ragazzo si riprende, acquisisce sicurezza e conquista il posto da titolare.

MODELLO THIAGO SILVA - È ambizioso, Dória: sogna di consolidare il proprio percorso professionale nel Botafogo e successivamente di prendere il primo aereo per l’Europa. E poi c’è la Seleção, chiaro, che in Brasile è una religione - meno di un tempo, a dire il vero - di cui ogni calciatore sogna prima o poi di far parte. Lui non ha ancora ricevuto chiamate nemmeno nelle selezioni giovanili, ma di questo passo vestire l’amarelinha, a qualsiasi livello, non è più solo un sogno. Magari, in futuro, in coppia con Thiago Silva, suo modello assieme al vascaino Dedé, obiettivo estivo di Milan e Juve. I bianconeri, come detto, sono il club che con più decisione si è mosso sul talento brasiliano: avrebbero offerto 5 milioni e mezzo di euro per lui, rifiutati però dal Botafogo. Trattare per Dória, il cui cartellino è suddiviso tra i carioca e un paio di fondi d’investimento, non sarà facile. Perché il ragazzino non sarà un top player, ma può diventarlo a breve.

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