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Vi raccontiamo la storia del centrocampista australiano che la Juventus ha acquistato dal Kayserispor, girandolo poi in comproprietà all'Atalanta nell'affare Gabbiadini.

NOME: James Troisi
RUOLO: Centrocampista sinistro
NATO A: Adelaide
ALTEZZA: 177 cm
DATA DI NASCITA: 3 Luglio 1988
PESO: 78 kg
NAZIONALITA': Australia
CLUB: Atalanta

Proviene da un paese dove il calcio ha ancora un ruolo marginale in confronto ai principali sport praticati e seguiti, ma con il tempo il suo nome potrebbe ben presto attirare l'attenzione dei suoi connazionali sullo sport più famoso del mondo, fin qui messo da parte dall'opinione pubblica.

Originario di Adelaide, città a sud dell'Australia, James Troisi è stato accolto dai più come oggetto misterioso al momento della sua firma con la Juventus e del successivo passaggio in comproprietà all'Atalanta. Ma si tratta davvero di una meteora, o potrebbe rivelarsi un azzeccatissimo colpo di mercato in prospettiva?

SUBITO IN EUROPA – Figlio di un architetto napoletano e di madre greca, un melting pot che spesso si vede in un paese come l'Australia, James comincia a giocare a calcio all'età di 7 anni nella squadra allenata proprio dal padre Albino, una figura che risulterà fondamentale per la sua ascesa verso l'Europa.

Nel 2001 Troisi entra nel settore giovanile dell'Adelaide City, una delle squadre più prestigiose dell'intera regione del South Australia, dopo un'esperienza ai West Torrens Birkalla. Emerso come una delle stelle tra i giovani del club, James viene notato dagli scout del Newcastle nel 2005, con cui supera brillantemente il provino offertogli guadagnandosi un posto nell'Academy dei Magpies.

Dopo due anni nel settore giovanile del club, nel 2007 firma il suo primo contratto da professionista e diventa un membro effettivo della prima squadra, con la quale però non debutterà mai, nonostante alcune convocazioni e panchine per match di Premier League, FA Cup e Coppa UEFA.

Terminata la parentesi inglese a giugno dell'anno successivo, Troisi diventa obiettivo di mercato di diversi club europei, su tutti gli olandesi del Roda e del NEC Nijmegen. A spuntare la caccia al talento australiano però alla fine è il Genclebirligi, compagine turca nella quale Troisi troverà altri due connazionali, prima l'attaccante Bruce Djité e qualche mese dopo il mediano Mile Jedinak.

Il 20enne James impiega ben poco per mostrare il suo talento ai suoi nuovi tifosi anatolici: segna infatti 6 reti in 29 presenze nella sua prima stagione in Turchia, partendo da titolare in 21 gare. Di queste sei reti, tre le ha rifilate nella stessa gara al Kayserispor, nel match vinto in trasferta 3-1 il 24 gennaio. Ed è proprio il Kayserispor che nell'estate successiva decide di prelevarlo dal Genclebirligi, con cui aveva ottenuto la salvezza all'ultimo respiro, facendogli firmare un quadriennale.

Al Kadir Has Stadium la stagione della definitiva consacrazione è la terza, dopo le prime due giocate in sordina, soprattutto per la crisi finanziaria del club e per alcuni infortuni. Diventato l'assoluta star della squadra con 10 reti in 27 presenze giocando da ala sinistra e seconda punta, Troisi ha condannato con gol e prestazioni sontuose anche squadre tra le più prestigiose nel paese, come il Besiktas (colpito per due volte) e il Trabzonspor.

La stagione da protagonista stimola l'australiano a cimentarsi in avventure più competitive della Turkish Super Lig, tant'è che sceglie di non rinnovare il contratto in scadenza col Kayserispor, svincolandosi al termine della stagione.

Il desiderio di migliorarsi professionalmente lo convince a rifiutare persino un'offerta da 6 milioni di dollari a stagione pervenuta dal club del Qatar dell'Al-Jaish, oltre ad un'altra cospicua ed allettante dei Newcastle Jets, club della sua madrepatria Australia.

E con la firma sul contratto offerto dalla Juventus il 22 agosto scorso e con la successiva cessione in comproprietà all'Atalanta, un nuovo capitolo si apre nella promettente carriera del ragazzo: la tanto desiderata avventura nei grandi palcoscenici europei può finalmente avere inizio.

TECNICA E PRECISIONE – Sono queste le due armi più pericolose dell'arsenale di Troisi. La qualità che il suo sinistro gli offre ha fatto spesso la differenza in Turchia: capace di saltare l'uomo e di concludere l'azione con precisione chirurgica, Troisi è stato spesso visto dai compagni delle squadre in cui ha giocato sia come ottimo assist-man che come finalizzatore, nonostante giochi principalmente largo a sinistra, sia in posizione molto avanzata in un 4-3-3 che più arretrata in un 4-4-2 o 4-2-3-1, come accade ultimamente con la nazionale.

Le doti individuali non lo inducono però a peccare di egoismo, anzi. Troisi si esalta nella fase finale dell'azione dialogando con i compagni, tant'è che molte delle reti che ha messo a segno sono state il frutto di elaborate manovre di squadra o di giocate quali triangolazioni spesso avviate e concluse dallo stesso Troisi.

Non essendo poi né troppo gracile né troppo robusto, il ragazzo è aiutato molto dalla sua costituzione fisica per le giocate in rapidità, che esaltano le qualità precedentemente esposte oltre ad un ottimo senso del tempismo d'inserimento. In Turchia i tifosi di Genclebirligi e Kayserispor sono rimasti incantati di fronte a questo mix di abilità ed esplosività. I tifosi dell'Atalanta non vedono l'ora di essere i prossimi...

ED ORA, SOTTO CON LA NAZIONALE – Il salto di qualità in Serie A potrebbe essere la rampa di lancio definitiva per il futuro di James con i Socceroos, la nazionale australiana, con la quale ha collezionato finora nove presenze condite da una rete, un rigore trasformato in un'amichevole vinta per 3-0 contro la Nuova Zelanda giocata nella 'sua' Adelaide. A livello giovanile, Troisi è stato uno dei trascinatori della selezione under 23 qualificatasi al torneo olimpico di Pechino 2008, eliminata poi nella fase a gironi della manifestazione. E proprio dall'esperienza maturata nella competizione iridata il ragazzo classe '88 ha potuto guadagnarsi il contratto con il Genclebirligi, club che l'ha lanciato in Europa, dopo la parentesi al Newcastle.

La nazionale, seppur a livello giovanile, gli ha permesso di muovere i primi passi verso il calcio a livello internazionale. Saranno ora le prestazioni con l'Atalanta a garantirgli un posto negli 11 iniziali della nazionale dei canguri?

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