Alla scoperta dell'eroe della Final Eight Primavera in casa nerazzurra: la storia di un talento di grande prospettiva da non lasciarsi scappare.
| NOME: Samuele Longo |
RUOLO: Attaccante |
| NATO A: Valdobbiadene |
ALTEZZA: 186 cm |
| DATA DI NASCITA: 12 gennaio 1992 | PESO: 75 kg |
| NAZIONALITA': Italia |
CLUB: Inter |
E' il minuto 120 della semifinale scudetto Primavera tra Inter e Milan, quando 'Samu' decide di spedire al volo nel set il pallone del leggendario 4-3 per i suoi. Un goal che vale la finale scudetto per i baby nerazzurri, un goal che corona l'hattrick di Longo proprio sotto gli occhi di Mattia Destro, uno che fino a qualche hanno fa era proprio lì, a fare la stessa identica cosa: goal. L'ingrediente principale della ricetta per un grande attaccante. Longo ce l'ha nel sangue, lo ha dimostrato una volta di più. Il futuro è tutto suo, l'Inter può solo consegnarli la penna per continuarlo a scrivere insieme.
DAL PROSECCO ALLA SERIE A - Samuele nasce a Valdobbiadene, cittadina nota per il 'Prosecco, ed inizia a giocare a calcio con gli Allievi Nazionali del Treviso. Nel 2009 arriva il passaggio a Juniores, insieme alla prestigiosa chiamata dell'Inter. Inizia la stagione nella Beretti nerazzurra, poi passa a quella del Piacenza, dove viene convocato anche dalla prima squadra (in Serie B) senza tuttavia scendere in campo. A fine stagione ritorna ad Appiano Gentile e dopo qualche allenamento con l'Inter dei grandi, quella di Mou, si prende la soddisfazione si siglare il primo goal in Primavera, al debutto contro l'Udinese.
Tuttavia, l'inizio promettente si rivela un fuoco di paglia e Longo viene nuovamente spedito a giocare con continuità. A prenderlo è il Genoa, con il quale il giovane attaccante trova la giusta continuità e finalmente il bel gioco. I goal sono 3 in 9 presenze, ma bastano per meritarsi la conferma nella Primavera nerazzurra. In panchina c'è Stramaccioni, che decide di dargli fiducia mettendolo al centro dell'attacco. Una fiducia a dir poco ripagata. Samuele comincia a segnare: goal al Cittadella nella prima partita e splendida doppietta all'Atalanta. Poi arriva il Torneo di Viareggio e di conseguenza altri quattro goal. La consacrazione definitiva, però, arriva nella 'baby Champions League, la NextGen Series.
L'Inter inizia come peggio non si può (7-1 col Tottenham), ma già dalla seconda partita Longo scalda i motori con una doppietta decisiva contro il Psv. Alla fine i ragazzi di Strama passano ai quarti di finale, eliminano lo Sporting e si sbarazzano in semifinale del Marsiglia con un'altra rete di bomber Samu. In finale contro la prestigiosa scuola Ajax, Longo non ci pensa proprio a farsi intimorire e segna il goal del momentaneo vantaggio. La gara si concluderà ai rigori e con una grandissima vittoria nerazzurra.
Samuele il suo l'ha tirato, confermandosi ancora una volta implacabile quando bisogna metterla dentro. Moratti si innamora di Strama, ma non può rimanere indifferente alle prodezze del 'piccolo Eto'o'. Anche perchè non sono ancora finite.

Col suo inseparabile numero nove sulle spalle, Longo conclude la regular season di Primavera con 8 goal in 21 presenze. Viene chiamato da Strama per la tournèe indonesiana della prima squadra e anche lì, in coppia con Pazzini, dimostra il suo innato killer-instinct. L'esperienza gli fa bene e quando torna ad Appiano per le final eight del campionato Primavera è più carico che mai. Nel 2-0 col Palermo non riesce a timbrare il cartellino, ma solo perchè si stava preparando al grande botto. Anzi, ai tre grandi botti.
Quelli che schiantano i cuginetti del Milan e portano la piccola grande Inter di Longo a giocarsi la finale scudetto contro la Lazio. La stessa squadra contro cui Samuele ha esordito in Serie A, nell'ultima giornata di campionato, raggiungendo il punto più alto della stagione e della sua ancora brevissima carriera. Adesso, però, manca solo la ciliegina. Lo scudetto Primavera ed un regalo speciale, meritato: la chiamata dell'Inter, quella dei grandi.
ATTACCANTE NEXT-GEN - Longo si sposa perfettamente con la definizione di attaccante moderno. Infatti è la classica prima punta di movimento, adattatasi ai nuovi standard di velocità del calcio europeo. Agli inizi peccava un po' in fase realizzativa, ma una volta sistemata la mira è diventato un attaccante implacabile. Il suo fisico gli permette di tenere bene palla, fare sponda ai compagni ed infilarsi negli spazi con forza e decisione. Si sacrifica molto per la squadra, non molla mai e va a pressare gli avversari in fase di non possesso. Un attaccante next-gen, disegnato appositamente per il 4-2-3-1 di Strama.
Del resto, ultimamente è stato utilizzato come attaccante esterno sinistro, il ruolo che per intenderci fu di Eto'o. Adesso la cosa importante è monitorarlo con costanza, plasmarlo per la Serie A e per un futuro da protagonista. Perchè troppo spesso i giovani, una volta usciti dalla Primavera, vengono praticamente abbandonati a se stessi tra mille prestiti e panchine. Ci vuole fiducia e coraggio. Solo così i giovani come Longo potranno dare una mano all'Inter, in questo caso, ed al calcio italiano in generale.
INTER, TIENITELO STRETTO - La conferma del suo talento rischia di complicare, e non poco, le strategie di mercato dell’Inter. Sembra infatti che Preziosi abbia inserito il nome di Longo nella trattativa che dovrebbe riportare Mattia Destro in nerazzurro. Del resto il Genoa detiene già la metà del cartellino di Samuele e chiederebbe in cambio l'altra metà per dare il via libera a Destro. Ed è proprio la vicenda Destro che dovrebbe far riflettere l'Inter.
Mattia è cresciuto nel settore giovanile nerazzurro, era tutto dell'Inter, pronto e voglioso di giocarsi le sue chance sotto la Madunnina. Ma è mancata la solita fiducia, contrastata dall'abbondanza di superficialità nel mandare via un ragazzo promettente per comprare la figurina di turno. Il nome altisonante, più fuori che in campo. La domanda quindi è facile, prevedibile: l'Inter vuole cadere nello stesso errore? Ci sembrerebbe francamente assurdo. Perchè è vero, Longo ha bisogno di farsi le ossa, giocare con continuità e dimostrare il suo valore.
All'Inter probabilmente non sarà possibile, con le pressioni del Meazza, ma farselo sfuggire sarebbe un errore madornale. Destro docet. Cara Inter, Longo è un patrimonio. Tienitelo stretto.
