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Pescato nel futsal brasiliano, questo 18enne funambolo della Primavera interista ha già prenotato la trequarti nerazzurra del futuro.

NOME: Daniel Sartori Bessa
RUOLO: Trequartista
NATO A: San Paolo
ALTEZZA: 172 cm
DATA DI NASCITA: 14 Gennaio 1993
PESO: 65 kg
NAZIONALITA': Brasile/Italia
CLUB: Inter

Diciott'anni e non sentirli. Sì perchè i numeri di questo ragazzino di San Paolo, sono fuori dal comune per la sua età. Daniel Bessa è il numero dieci della Primavera dell'Inter, la fonte di gioco ed il capocannoniere della squadra. Un maghetto della trequarti, che con una sola giocata può spaccare in due le partite. In tre parole: freschezza, classe ed imprevedibilità. Tutto quello che, già da ora, servirebbe come il pane all'Inter.

LA MAMMA E' SEMPRE LA MAMMA - Mai frase fu più vera. E per Daniel ancor di più. La sua carriera da calciatore, infatti, iniziò con il Futsal. Giocava in una squadra U13, il Curitiba/Cancun, con la quale non perdeva una partita che fosse una. Giocava insieme al suo grande amico Piazon, adesso al Chelsea, a testimonia che quella piccolissima squadra di calcio a 5 era un serbatoio di potenziali fenomeni. Ma il Futsal in Brasile è come una palestra per i bimbi prodigio che sognano il grande calcio.

Poi si cresce e si passa al calcio a 11. E' la storia di Bessa col calcio dei grandi inizia al Coritiba per poi continuare all'Atletico Paranaense. Qui inizia a fare i primi tornei giovanili, quelli dove in tribuna ci sono gli osservatori importanti. Osservatori come Pierluigi Casiraghi, capo scout dell'Inter, che decise di portarlo a Milano. Il retroscena svelato dallo stesso Casiraghi ha dell'incredibile: fu la mamma di Daniel a convincere lo scout nerazzurro a portare in Italia il figlio. Insomma, fatti mandare dalla mamma... a giocare con l'Inter.

LUCI E OMBRE ALLA PINETINA - Bessa inizia il suo percorso con l'Inter nel 2008, aggregandosi con gli Allievi. Stravince il campionato, segna 8 goal uniti a grandi assist e giocate, ma alterna prestazioni di grande livello a momenti di blackout totale. La sua inconstanza ed il suo carattere non facilmente gestibile gli valgono l'appellativo di 'testa calda'. Di genio e sregolatezza. Ma in pochi sanno che le sue prestazioni sono legate a filo diretto sempre con la stessa persona: sua madre. Daniel soffre infatti per le condizioni di salute della madre, colpita da tumore due anni fa, e non riesce a dimostrare a pieno il meglio di se. Successivamente approda alla Primavera allenata da Fulvio Pea, ma nonostante le sue grandi doti non trova molto spazio.

Nell'estate 2011, però, arriva la svolta. La madre guarisce, anche grazie a Daniel che l'ha fatta venire e curare in Italia, lui ritrova serenità e finalmente la sua stella può iniziare a brillare. Gasperini lo convoca anche nel ritiro pre-campionato, dove nel ruolo di vice Snejider impressiona per la sua grande visione di gioco. Stramaccioni, attuale tecnico della Primavera interista, sa di possedere un diamante grezzo e lo rende il perno del gioco della squadra.

In questa stagione riesce finalmente ad esprimersi al 100%. Sforna assist, segna e trascina la Primavera fino al primo posto in classifica. Sono già sette i goal segnati, ultimo quello che ha deciso il baby derby col Milan. Il momento più bello della sua giovane carriera che Daniel, manco a dirlo, ha dedicato alla madre.

UN NUOVO SNEIJDER IN CASA - Nasce come trequartista, ma Bessa può ricoprire tutto il fronte offensivo e giocare come seconda punta ma anche come esterno d'attacco. Il numero 10, però, sembra ce l'abbia tatuato sulla pelle. E' un creatore di gioco per eccellenza. Le sue traiettorie di passaggio sono da calciatore già formato ed il suo fisico brevilineo gli permette di destreggiarsi con scioltezza negli spazi stretti. Stramaccioni lo lascia libero di svariare e lui ringrazia segnando e facendo segnare il compagno di reparto Longo, altra stellina delle giovanili nerazzurre.

Ma per diventare grandi con i piedi, bisogna diventarlo anche con la testa. Bessa deve ancora migliorare sotto l'aspetto caratteriale. I primi anni sono stati difficili ed i miglioramenti ci sono comunque stati. La sua pecca più grande rimane però l'incostanza. Tende a spegnersi nell'arco dei 90 minuti e la sua emotività incide spesso sulle partite. Difetti di gioventù, sicuramente sormontabili.

Se a breve riuscirà ad estirparli saremo di fronte ad un vero campione, uno che a soli 18 anni può farti fare il salto di qualità. Magari con un allenatore che sappia come comportarsi con i giovani e, soprattutto, ci punti. E non col contagocce.  Se Wesley Snejider, come ormai sembra certo, è destinato a partire a fine stagione, l'Inter non avrà bisogno di investire una barca di soldi per rimpiazzarlo. C'è un italo-brasiliano che aspetta, basta solo credere in lui.

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