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Il pm vuole vederci chiaro sul ruolo del tecnico, all'epoca dei fatti alla guida del Bari. Il portiere ha ribadito la sua innocenza e quella del mister, ma potrebbe non bastare.

Jean François Gillet è comparso nuovamente nella giornata di ieri davanti alla Procura Federale, che lo ha interrogato in merito al filone Bari-bis dello scandalo Scommessopoli. Al centro dell'audizione, in particolare, il presunto ruolo avuto da Antonio Conte, all'epoca dei fatti tecnico della squadra biancorossa, a proposito delle combine delle gare contro Treviso e Salernitana, su cui stanno indagando da tempo i magistrati.

Il portiere belga, oggi al Torino, ha ribadito la totale estraneità dell'attuale allenatore della Juventus ad ogni accusa. Dichiarazioni che, secondo il quotidiano 'La Stampa', potrebbero non bastare a Stefano Palazzi, capo dell'ufficio indagini della Figc, per cui non è da escludere un nuovo interrogatorio per lo stesso Conte.

Gillet, che ha confermato di non aver mai preso soldi per combinare partite, avrebbe raccontato di essersi accorto, a proposito del match di Salerno, che i suoi compagni non si erano impegnati come dovevano. A fine gara, ha poi sottolineato il belga, l'atmosfera durante il viaggio di ritorno era piuttosto strana, silenziosa.

Per i magistrati il portiere, uomo-cardine dello spogliatoio biancorosso, non poteva non sapere delle due combine in questione. Per lui c'è il rischio di una squalifica per doppia omessa denuncia, che peraltro terrebbe conto dell'atteggiamento di collaborazione assunto dal diretto interessato nelle indagini.

Gli interrogatori federali, intanto, andranno avanti fino a giovedì prossimo: in calendario le audizioni di Stellini, Gazzi e Lanzafame, tra gli altri. Il processo sportivo, ad ogni modo, dovrebbe prendere il via soltanto alla vigilia dell'estate.

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