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L'allenatore della Juventus non ha alcun nesso con l'inchiesta in questione, eppure all'estero evidentemente la sua immagine viene ormai associata alle partite truccate.

Deve essere stata una sgradevole sorpresa ieri, per Antonio Conte, scoprire come l'autorevole quotidiano inglese 'Times' abbia 'coperto' il gigantesco scandalo scommesse denunciato dall'Europol nella giornata di martedì.

Impeccabile come d'abitudine il pezzo pubblicato sulla propria edizione online, in cui si dava conto di come 425 tra arbitri, giocatori e allenatori di club, di 15 diversi Paesi, abbiano truccato 380 partite in Europa, con 2 milioni di euro di proventi. Sono finiti nell'indagine - "la più grande sulle partite truccate mai fatta", ha detto il direttore di Europol Rob Wainwright - anche match di Champions League e di qualificazione ai Mondiali.

Il 'problema' - per Conte, i tifosi della Juventus, ma in ultima analisi anche tutti gli appassionati di calcio italiano - è che a corredo del pezzo campeggiava proprio una bella foto del tecnico bianconero, con tanto di didascalia esplicativa di cosa ci facesse lì: "Antonio Conte, ora allenatore della Juventus, fu sospeso per il ruolo assunto nello scandalo delle partite truccate quando dirigeva il Siena".

Insomma, pur non avendo un nesso diretto con l'indagine in questione, evidentemente l'immagine di Conte equivale per l'opinione pubblica inglese al simbolo universale di truffe, tarocchi e partite combinate...

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