thumbnail Ciao,

Il presidente biancoceleste tuona: "Non so nulla sulla vicenda Scommessopoli, se la Procura ha chiesto 6 mesi di proroga vuol dire che non ci sono certezze".

La notizia su un possibile e imminente deferimento di Stefano Mauri, e di conseguenza, di una penalizzazione in classifica per la Lazio, per gli sviluppi delle indagini della Procura di Cremona sullo scandalo Scommessopoli, non è piaciuta per niente al presidente biancoceleste Claudio Lotito, che ai microfoni di 'Panorama' è passato al contrattacco.

"Non so nulla di questa vicenda. - si è difeso il patron - La apprendo dalla stampa e mi sembra abbastanza anomalo che un giornale parli prima ancora dell'arrivo di un provvedimento. Rimaniamo sorpresi. Se la stessa Procura ha chiesto un proroga di sei mesi significa che non ci sono certezze... Anche questa è un'altra anomalia".

Al presidente della Lazio la situazione puzza, per questo ci va giù durissimo. "Per ora non esprimo alcun giudizio. - ha detto Lotito - E' chiaro che qualsiasi azione venga messa in campo ne prenderemo atto e ci regoleremo di conseguenza. E' strano che venga fatta una trasmissione ('Presa Diretta', ndr) che mette in mezzo Mauri e che alla fine dice: 'Non si capisce perché ci sono giocatori che non sono stati ancora deferiti'. Poi esce un articolo sui defermenti. Allora c'è qualcosa che non quadra. Capito?".

Lotito annuncia quindi un'azione legale nei confronti della trasmissione 'Presa Diretta'. "Dico solo - ha continuato nel suo discorso - che è stata fatta una trasmissione e nelle anticipazioni è stata messa la faccia di Mauri. Procederemo per il reato di diffamazione nei confronti degli autori della trasmissione; ho già dato mandato ai legali di muoversi. La trasmissione chiude dicendo: 'Non si capisce perché alcuni calciatori sono stati deferiti e altri sono ancora liberi di giocare'. Poi c'è un articolo sui deferimenti... Mi sembra ci sia una cosa particolare sotto".

Qualcosa di strano, per Lotito, c'è. "Se a lei la chiama un magistrato e prima lo legge sui giornali e poi arriva la chiamata del magistrato, le sembra normale? - ha detto al giornalista che ha realizzato l'intervista - Ha mai visto una cosa così? Se già si sa e non lo sa l'interessato c'è qualcosa che non va".

Secondo il numero uno del club capitolino non è il caso comunque di parlare di azioni intimidatorie nei confronti della squadra, al momento seconda in classifica. "Sono abituato a non fasciarmi la testa prima dell'urto ma a valutare le cose. - ha spiegato Lotito - Quando si realizzeranno la società prenderà i provvedimenti che riterrà opportuni".

Per il futuro Lotito auspica comunque un profondo rinnovamento della giustizia sportiva. "Penso che l'esigenza di cambiamento radicale del sistema della giustizia sportiva non sia stata espressa non solo da Lotito ma da tutte le componenti del calcio. - ha affermato - Questa situazione porta a considerazioni che tutti fanno. La giustizia sportiva deve avere tempistiche certe e che prima del deferimento ci fosse l'opportunità per un confronto con le istituzioni".

"Il problema - ha continuato Lotito sul tema - è che dalla fase inquirente si passa direttamente a quella dibattimentale senza un filtro. Va tutto alla Disciplinare e intanto uno viene criminalizzato perché è stato rinviato a giudizio, poi si vedrà... E' sbagliato e si potrebbero evitare intasamenti con un filtro in fase istruttoria".

Il patron critica poi aspramente il meccanismo della responsabilità oggettiva. "E' una cosa vergognosa. - ha dichiarato - Fa parte del sistema calcio ma è stato tagliato sui problemi della tifoseria. Un tuo dipendente commette una cosa all'insaputa della società e contro la società e il club paga?".

Lotito non accetta che una società possa essere ritenuta colpevole per il comportamento di un proprio tesserato o dei propri tifosi.

"Oggi esistono norme attenuanti ed esimenti perché qualcuno di nome Lotito nove anni fa ha fatto una guerra perché continuava a prendere 50-60mila euro di multa ogni volta per bombe carta e striscioni
. - ha detto - Io ho assunto una posizione rigida in concerto con le istituzioni calcistiche e di Polizia e poi, come successo ultimamente, uno tira fuori lo striscione 'Free Palestine' che non è nemmeno offensivo e arriva il deferimento della Uefa... Una società che mette in campo azioni preventive e repressive e non è coinvolta direttamente non può pagare per una cosa fatta da altri".

Ma soprattutto Lotito non accetta che una società, proprio in virtù di tale principio, possa essere penalizzata in classifica. "Se lo trasporta sul piano delle penalizzazioni pensi a che danni può procurare. Va totalmente rivista. - ha sottolineato il presidente - E poi sia chiaro che la carcerazione preventiva è uno strumento per acquisire le prove e non uno strumento di colpevolezza. Può anche capitare che gli elementi poi non siano ritenuti sufficienti per il carcere. Quando c'è una proroga e ancora non è ultimata la fase della valutazione delle indagini l'equilibrio vorrebbe che ci fosse l'opportunità di attendere l'esito finale per arrivare alla verità".

"Se poi dobbiamo fare cose a strappo... - sbotta ancora Lotito - In questa vicenda ci sono tante situazioni che meritano approfondimenti. Mauri è stato accusato di avere un conto in Svizzera e per fortuna sua e della sua famiglia ha dimostrato che erano soldi per un intervento chirurgico del padre. Intanto, però, era finito sul giornale... I nostri legali sono tranquilli ma la giustizia sportiva deve avere delle scadenze temporali per mettere tutti in condizioni di difendersi".

Per il futuro, comunque, Lotito dice di sentirsi sereno. "Io non ho paura di nulla perché non ho fatto nulla. I nostri legali hanno preso informazioni e sono tranquilli. Siamo fuori da tutto. Rimarremmo allibiti se succedesse qualcosa che riteniamo non giustificato, non corretto e non giusto. - ha concluso - Se la stessa giustizia penale ha ritenuto di dover prorogare i termini di sei mesi... Avesse avuto le prove avrebbe chiuso le indagini e chiesto il rinvio a giudizio. Non si capisce perché in questa fase qualcuno si assume la responsabilità di fare una scelta che comporta danni gravi e irreparabili. Perché una volta che li hai fatti questi danni come li recuperi?".

Sullo stesso argomento