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Da Gillet a Lanzafame, da Masiello a Conte, passando per Stellini, Barreto, Gazzi e tanti altri: ecco tutto ciò che c'è da sapere sull'evoluzione del processo di Bari.

Sono giorni concitati per la vicenda Calcioscommesse. Antonio Conte ed Andrea Ranocchia sono soltanto i più illustri tra i giocatori coinvolti nelle deposizioni circolate negli ultimi giorni e relative al processo di Bari, condotto dal procuratore Laudati.

Ma facciamo un po' d'ordine, mettendo insieme tutte le dichiarazioni rilasciate, in sedi ufficiali e non, dai protagonisti. Partiamo da Conte. L'allenatore della Juventus, a breve rientrato dalla squalifica e all'epoca alla guida del Bari, ha parlato così: "Sono un allenatore che non è amico dei calciatori. Lo faccio per gestir al meglio la squadra. Per questo con me il calciatore non si confida. Non mi sono stai accorto di qualcosa di anomalo accaduto quando allenavo il Bari. Prima della partita con la Salernitana eravamo in festa. Tra i tifosi c'era un forte gemellaggio. Ho riscontrato una sola anomalia: quando la Salernitana segnava si abbracciavano i nostri tifosi con quelli campani.. Gillet dice che ci fu una riunione tecnica prima della gara e che Colombo si rifiutò di giocare? Non ricordo assolutamente questa riunione, escludo che le cose siano andate così".

Su quella partita, però, i racconti piovono. Ecco il racconto di Andrea Masiello: "Per quanto riguarda Salernitana-Bari, Esposito, De Vezze, Santoni e Stellini negli spogliatoi ci chiesero di perdere in cambio di denaro perché avevano preso accordi con quelli della Salernitana. Abbiamo detto di sì perché le tifoserie erano gemellate ed eravamo già promossi. Mi chiede se Conte sapeva? No, non sapeva nulla... Mi ricordo che in ritiro a Salerno, il giorno prima della gara, Guberti telefonò a Fusco, capitano della Salernitana, davanti a tutta la squadra per parlare dell'accordo. Dopo Guberti ha buttato in piscina il telefono usato... Una volta tornati a Bari, di mattina, siamo andati a casa di Esposito che distribuiva le quote. Io ho preso 7.000 euro".

Complicata è la posizione di Jean-François Gillet e Davide Lanzafame, in forza rispettivamente a Torino e Grosseto. Gillet è stato accusato dal pm di aver cambiato più volte versione. Questa la sua deposizione: "Prima della gara contro la Salernitana ci fu una riunione tecnica e Colombo, che non giocava spesso, disse di non voler scendere in campo se la squadra fosse entrata moscia e Conte prese atto del fatto che Colombo non voleva giocare".

Secondo Gillet, dunque, Conte era al corrente di tutto. Versione smentita, come riportato sopra, dall'allenatore.

Lanzafame, invece, ammette di aver preso dei soldi: "Ricordo una scena che mi colpì molto: Conte ci portò tutti al cinema e Gazzi si mise a piangere per la tensione accumulata nella settimana prima di Treviso. Conte non se ne accorse. Rajcic, Santoruvo ed Esposito vennero da me a propormi di perdere contro la Salernitana. Credo che Conte non sapesse nulla, ma venne singolarmente a dirci di non comportarci male e non agevolare il Treviso. Ci disse che se si fosse accorto di qualche comportamento sleale ci avrebbe sostituiti. Io uscii dopo 20' per infortunio, ma anche perché ero stanco della situazione. Portarono i soldi nello spogliatoio: mi diedero una busta con 6-7.000 euro dentro. Per quanto riguarda la Salernitana, quando eravamo in albergo in ritiro De Vezze e Guberti parlarono con Fusco e si accordarono per la cifra. A Bari Esposito mi diede circa 6-7000 euro".

Ammissione solare quella dell'ex giocatore della Juventus, attualmente di proprietà del Catania. Le due partite, contro Treviso e Salernitana, furono 'aggiustate' e i calciatori presero i soldi. Dire che la squalifica per Lanzafame sia dietro l'angolo è sicuramente dire poco. Il giocatore, infatti, potrebbe ritrovarsi coinvolto anche nel procedimento penale.

Barreto, invece, al pari di Ranocchia e Gazzi, è fuori dal processo penale: "Non veniva mai interpellato, si isolava", racconta proprio Lanzafame.

E' Stellini, però - vice di Conte - ad inchiodare Gillet: "Ho avuto contatti con i giocatori della Salernitana: dissero che erano diposti anche ad offrire dei soldi. Io risposi che di soldi non ne volevo sentire parlare. Raccolsi, con il capitano Gillet, tutta la squadra nella palestra. Furono tutti d'accordo per perderla. Non giocai la gara, ero a Milano per problemi familiari. Al ritorno trovai negli spogliatoi una busta col denaro. Diedi una parte di soldi a Iacovelli e una parte in beneficenza. Conte non sapeva nulla. Per la gara con il Treviso andai da Gillet e dissi "se mi accorgo di qualcosa vi denuncio tutti". Il giorno dopo venne da me Santoruvo e mi disse che non mi avevano detto nulla perché sapeva che sarei stato in disaccordo. Era stato Gillet a parlare con lui...". Si prevedono guai, dunque, anche per il portiere del Torino.

Infine, Antonio Conte - all'oscuro di tutto secondo molti giocatori - ha concluso: "Se dietro una partita come quella con la Salernitana c'è un accordo in denaro così importante, mi viene da piangere a sapere che ci stanno dei soldi dietro e che fanno anche i figli di puttana. Ci stanno dei soldi e fanno i figli di puttana! Ma qualcuno ha detto che ho preso i soldi anche io?... Mi parlate di buste negli spogliatoi, non è normale che ci siano buste con i soldi. Non esistano più i premi partita... Quello che sto scoprendo è una vergogna. Se lo avessi saputo, gli staccavo la testa una alla volta. Ma un allenatore come fa, come fa. Secondo lei mi fa piacere sapere questo? Oppure mi considero un coglione? Gustinetti, ad esempio, è una bravissima persona. Si portava nelle sue squadre questi delinquenti e non aveva nessun sospetto. Ora è disperato e dice: "Sono un coglione". E' un coglione lui, sono un coglione io... Guberti getta il telefono in piscina? E' qualcosa d'incredibile, c'è grandissima amarezza. Ma come facevano a essere organizzati? Come facevano? Uno mi dice: 'hai avuto Doni, Carobbio, Masiello e non ti sei accorto?'. Io gli dico: "Sono un coglione..."

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