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Il tecnico della Juventus pensava ad una squadra già sazia, versione questa che ha convinto gli inquirenti.

Quello di Scommessopoli è un caso che continua a far discutere e a far sorgere interrogativi importanti. Il calcio italiano ha dovuto fare i conti con una realtà che parla di giocatori che si vendevano le partite e che guadagnavano denaro grazie a risultati prestabiliti.

A finire nell'occhio del ciclone è stato in particolar modo il Bari visto il gran numero di giocatori che risultano coinvolti a vario titolo nella vicenda. Tra essi anche Vitali Kutuzov che ha tirato in ballo quello che allora era il tecnico della compagine pugliese: Antonio Conte.

L'attaccante bielorusso, interrogato in merito a Salernitana-Bari del maggio del 2009 (una delle gare combinate), ha spiegato agli inquirenti: "Sicuramente lo staff, come staff, sapeva - si legge sul Corriere della Sera - perché pure l'allenatore ha detto 'ragazzi, io sto con voi, io ho vinto il campionato, faccio quello che volete voi. Ragazzi, se voi andate in Salernitana, potete giocare come volete alla fine. Se si decide insieme che la partita a voi non serve, magari, ma tutti insieme' ".

Kutuzov ha però confermato come secondo lui Conte non potesse sapere tutto: "Il discorso era nostro, discorso intorno allo spogliatoio, ma pure l'allenatore vive nello stesso contesto. Qualche voce arriverà. Sicuramente sapeva qualcosa. Non sapeva ci fosse un accordo con la Salernitana".

Di quella gara ha anche parlato l'allora capitano del Bari Gillet. Conte avrebbe capito in anticipo che i suoi giocatori non avevano voglia di 'spremersi' contro la Salernitana: "Era dispiaciuto ma ne prese atto".

Conte, dal canto suo, ha così risposto agli inquirenti che gli hanno chiesto se sapesse della combine: "È una vergogna. Se io avessi saputo una cosa del genere, ad uno ad uno gli staccavo la testa. Se dietro una partita del genere c'è un accordo in denaro così importante a me viene da piangere". Il Bari era stato già promosso, il tecnico si sarebbe quindi accorto che la squadra era ormai sazia ma non aveva idea del fatto che la gara fosse stata venduta.

La sua versione è stata ritenuta credibile, da qui la decisione di escluderlo dal processo penale, sul fronte sportivo deciderà invece Palazzi.

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