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Adriano Grava scomoda paragoni forti per definire il trattamento riservato agli azzurri dalla Disciplinare e punta il dito contro Gianello: "E' sempre stato un parassita".

A diciotto giorni dalla sentenza della Disciplinare, che ha squalificato per sei mesi Gianluca Grava e Paolo Cannavaro e inflitto due punti di penalizzazione al Napoli, il padre del difensore casertano torna a parlare del polverone Scommessopoli che ha travolto gli azzurri.

"Con le dovute proporzioni, hanno colpito le torri gemelle del Napoli - ha detto Adriano Grava a 'Radio Crc' - Hanno voluto colpire Napoli come New York all'epoca. Dopo la rottura di due crociati è arrivata questa batosta, ma Gianluca superera' anche questo perchè è forte".

Grava 'senior' continua ad assicurare l'innocenza di suo figlio: "Non c'è nessuna prova, nessuna intercettazione, nessuna documentazione che possa provare la colpevolezza di Gianluca e mio figlio non meritava di essere tirato in ballo in questa storia. Gianello? Lo conosco da otto anni ed è sempre stato un parassita, lo è ancora oggi".

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