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L'ex collaboratore tecnico di Antonio Conte, dopo aver patteggiato la squalifica per il calcioscommesse, allena una squadra di profughi. E sogna di ricominciare...

Cristian Stellini sta provando a ricominciare tutto daccapo. L'ex collaboratore (prima al Siena e poi alla Juventus) di Antonio Conte, dopo la squalifica patteggiata per 'Scommessopoli', allena una squadra di profughi africani chiamata Survivor. Un'iniziativa nata da un'idea dell'associazione 'Nicolle e Yves Husson', la cui realizzazione è per Stellini un modo per riflettere su tanti aspetti delle vicende che lo hanno coinvolto.

"E' una cosa che mi riempie il cuore: sto a contatto con ragazzi che possono insegnarti tante cose - ha spiegato alla 'Gazzetta dello Sport' - Tipo: i nostri 'problemi' sono nulla rispetto a quello che hanno affrontato. Avevo bisogno di una ricarica simile. Da quando ho patteggiato non riesco a vedere un futuro. Vivo giorno per giorno. Ora guardo al campionato Uisp. Possono tesserami? Sembra di sì".

Con Conte i rapporti sembrano essersi un po' diradati: "Tra noi c'era una profonda stima professionale: gli ho mandato 2/3 sms dopo le vittorie più belle della stagione. Ha apprezzato". Stellini smentisce di averlo informato riguardo al suo colloquio con Carobbio dallo scorso 8 marzo: "La data è riferita alla mia audizione in Procura federale. Al ritorno a Torino avevo detto a Conte una roba tipo "Tutto chiarito, nessun problema" perché pensavo impossibile un mio coinvolgimento per AlbinoLeffe-Siena. Figuriamoci quello di Antonio".

Con Carobbio, ammette, ci ha parlato, ma "non per combinare la gara. Dopo la sfida di andata c'era stata una rissa. Avevo usato parole sbagliate e non volevo che il ritorno fosse una caccia all'uomo. A Carobbio avevo chiesto di spiegare questo agli ex compagni. Non c'era nessuna intenzione di illecito. C'è un video di Sky che lo dimostra. Alla fine della partita mi si vede mentre discuto con Carobbio. Ero andato a chiedergli conto del suo comportamento: perdevamo 1-0 e lui batteva le punizioni all'indietro".

Di tutto questo, Stellini ha discusso con l'attuale tecnico della Juve "poco prima della sua audizione (13 luglio, ndr). Gli ho spiegato che cosa era accaduto. Non l'ha presa benissimo...".

Intanto a Bari pende un'accusa di frode sportiva nei suoi confronti, in merito al match con la Salernitana: "Ho sbagliato e pagherò, ma tutto nasce perché mi sono opposto in modo netto alla combine di Bari-Treviso. Avevo sentito da Masiello strane voci. Allora vado da Gillet: mi rassicura. Il giorno successivo mi cerca un compagno (Santoruvo, ndr): "Stello, noi la gara la diamo. Tu sei libero di non starci, ma fatti gli affari tuoi". Gli rispondo a muso duro e vado dalla squadra: "Non fate pazzie", dico. Perdiamo giocando male, ma ero convinto fosse una coincidenza. Un anno dopo non ho la stessa forza".

E si arriva a Salernitana-Bari: "Avevo ottenuto di non giocarla: mia figlia doveva operarsi. Ero con la testa altrove quando mi chiedono d'incontrare Fusco e Ganci. Dico sì: sbaglio gravissimo. Dopo arriva la riunione in palestra fatta alle spalle di Conte. C'era l'intera squadra: speravo che qualcuno avesse la forza di fermare tutto, ma pure chi non era d'accordo è rimasto zitto. Gazzi e Barreto? Può essere, non ricordo se hanno avuto un computer. Stessa cosa per Ranocchia: può essere che i soldi li abbia dati a Iacovelli. Sono rientrato martedì al campo: al mio posto c'era una busta con 6-7 mila euro. "La tua quota", mi spiegano. Li ho presi e regalati".

Ad ogni modo, il calcio italiano, a suo dire, deve fare di più per prevenire il fenomeno scommesse: "Qualche anno fa a Demetrio Albertini avevo detto: "I giocatori vanno tutelati: che cosa state facendo per proteggerli?". Adesso hanno aperto gli occhi. Ci sono interessi milionari intorno alle scommesse. Proibirle non si può. Ecco perché si deve 'blindare' chi va in campo. Gli uomini della Procura federale devono marcarli negli alberghi, durante gli allenamenti. Far sentire la loro presenza in modo da scoraggiare qualunque tentativo".

"E ancora: ci sono flussi anomali su una partita? Non si gioca. E vogliamo parlare dell'omessa denuncia. Come è strutturata non serve. Rafforza l'omertà. Meglio eliminarla oppure equipararla all'illecito: se rischio la carriera le cose cambiano. E comunque la giustizia sportiva andrebbe rivista: uno commette decine di combine, poi si pente e prende meno di un giocatore che ha sbagliato una sola volta? Non torna...".

Quanto al suo futuro, nessuna certezza: "Aspetto il processo bis di Bari. Solo allora avrò una data certa sul mio possibile rientro. Nel frattempo continuo ad aggiornarmi. Vedo decine di clip. In Italia Conte è il tecnico avanti a tutti, poi c'è Montella. Chi sono i nuovi Bonucci e Barzagli? Mica semplice. Terrei d'occhio Sorensen ora al Bologna: avrà un grande avvenire. E poi prenderei Bernardini del Livorno. Magari c'è quello giusto tra i ragazzi di Survivor. Sarebbe bellissimo".

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