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L'avvocato del difensore del Napoli parla di rifondare la regola sulla responsabilità oggettiva, partendo dal pressupposto che ci sia troppa differenza di trattamento nelle pene.

Negli ultimi giorni si sta parlando tanto della probabile penalizzazione ai danni del Napoli, a causa del coinvolgimento di due dei tesserati attuali della società partenopea, Grava e Paolo Cannavaro, e dell'ex portiere Gianello nello scandalo del Calcio-scommesse. Il procuratore federale, Stefano Palazzi, nei giorni scorsi ha chiesto un punto di penalizzazione per la squadra di Walter Mazzarri.

A tal proposito e sulla possibile rivisitazione della responsabilità oggettiva, è intervenuto il difensore del capitano azzurro Cannavaro, l'avvocato Luciano Ruggero Malagnini, facendo chiarezza su diversi argomenti ai microfoni di 'Radio Gol': "La richiesta di nove mesi di squalifica per il mio assistito fatta dell'accusa è a mio parere eccessiva, ma non trovo nulla di strano perchè per quanto riguarda sanzioni di questo tipo esiste la possibilità che sia assegnata una squalifica di questa portata. Anzi, Palazzi avrebbe potuto chiedere fino ad un anno, mentre il target minimo è di 6 mesi."

Come al solito, si parla di riforma della regola sulla responsabilità oggettiva: "L'iter non è logico: prima si chiedeva una pena elevata sia per i club che per i calciatori; Palazzi invece calca la mano contro i tesserati, ma punisce poco le società, cosa che secondo i codici non è giusta. Infatti, spesso sono stati dati solo 1-2 punti di penalizzazione, quando la regola dice che bisognerebbe partire da 3".

"Se il tentativo di illecito -
continua Malagnini - è commesso da un giocatore che era impiegato marginalmente, la penalizzazione diminuisce, ma secondo il codice non bisognerebbe dare peso a quante presenze abbia accumulato il calciatore in questione. Per questo, la responsabilità oggettiva va rivisitata, e anche i giudici la pensano come noi."

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