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"La societa' non ha gli strumenti adeguati per poter incidere su queste vicende", ha sottolineato il dirigente del club partenopeo nel corso del processo di Roma.

"La societa' non ha gli strumenti adeguati per poter incidere su queste vicende". E' il succo dell'intervento fatto dall'amministratore delegato del Napoli Andrea Chiavelli nel corso del processo sportivo sul calcioscommesse, in atto quest'oggi a Roma.

Il procuratore federale Palazzi ha chiesto un punto di penalizzazione e 100mila euro d'ammenda per il club azzurro oltre che la squalifica per nove mesi di Cannavaro e Grava per omessa denuncia a seguito delle confessioni dell'ex portiere dei partenopei Gianello: "Vogliamo che sia puntata l'attenzione sull'equilibrio - ha dichiarato Chiavelli - Il danno che rischia di subire il club e' di grande rilevanza e di duplice portata: il fatto di essere privati di due tesserati della prima squadra e la penalizzazione in punti nell'ambito di un campionato ancora in corso".

L'ad azzurro ha poi sottolineato l'etica del Napoli targato De Laurentiis: "L'attuale societa' sportiva Napoli ha solo otto anni di vita, dal 2004, e da quel momento ha compiuto un percorso sempre improntato alla trasparenza e a comportamenti e ai principi sani dello sport ed ha messo in atto una serie di comportamenti allineati a questi obiettivi e diventati un modello apprezzato sia livello nazionale che internazionale".

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