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Scommessopoli, Da Costa torna sulla sua squalifica: "Ho solo detto no, e secondo me ho fatto la cosa giusta"

Il portiere della Sampdoria ha voluto spiegare le ragioni che lo hanno portato a non effettuare alcuna denuncia quando è stato avvicinato per combinare dei match.

Dopo aver scontato tre mesi di squalifica per essere stato condannato per omessa denuncia nell'ambito dell'inchiesta su Scommessopoli, il portiere argentino della Sampdoria Da Costa è tornato a parlare di quanto accadutogli, dopo essere sceso in campo domenica scorsa nel match pareggiato dai blucerchiati contro la Fiorentina.

"E' stato raccontanto che hanno provato a parlare con me prima della partita e che io ho detto no ed ho fatto secondo me la cosa giusta. Ma non avevo le basi per denunciare, non sapevo neanche cosa dovevo denunciare e come dovevo comportarmi in questa situazione. Ho dovuto pagare quando non ho fatto nulla".

Da Costa ha poi continuato, criticando aspramente chi ha attuato questo genere di comportamenti scorretti: "L'unica cosa che ho fatto è stata quella di dire no, tre mesi per avere detto no ad uno che secondo me devono pagare. Queste cose rovinano l'immagine del calcio, per chi vive di calcio e si comporta in questo modo. Io mi sono spaventato".

La conclusione è dedicata alla situazione portieri in casa Sampdoria: "i".Siamo tre grandi portieri, c'è un ragazzo giovanissimo come Falcone che secondo me diventerà forte. Siamo un gruppo forte, che potrà imparare da gente molto importante che abbiamo a disposizione come Peruzzi e Chimenti".

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