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L'ex calciatore serbo, capo degli 'zingari' nella bufera del Calcioscommesse, ha deciso di costituirsi: "In Asia mettono anche 10 milioni su una partita di Serie A".

La sua latitanza è finita. Almir Gegic si è costituito ed è pronto a raccontare tutto quello che sa su Scommessopoli. "Non siamo tutti terroristi, come io non sono uno zingaro. Anche se non ho nulla contro di loro", ha detto nel corso della lunga intervista alla 'Gazzetta dello Sport'. La prossima, ancora più lunga, sarò quella che concederà ai magistrati.

"L'errore più grave che ho commesso è stato quello di non costituirmi subito - dichiara - . Io volevo farlo, in verità. Ma una volta mi hanno detto di aspettare. Mi vedono come un mafioso. Ma non ho mai truccato personalmente partite o minacciato qualcuno. Forse le mafie in questa storia sì. Compravo informazioni per scommettere e basta. Sono pronto a pagare. A dire tutto quello che so. Le scommesse sono una brutta malattia. Ho smesso. Per tenerla a bada faccio qualche schedina da 10 euro. Guardo le partite in poltrona. Stop".

Le sue parole potrebbero scatenare un nuovo terremoto. Soprattutto quando si scoprirà chi è il fantomatico 'Mister X' di cui parla: "Io e Hristiyan abbiamo incontrato un paio di volte un signore sulla sessantina, alto meno di 1,80, un po' sovrappeso. Quasi pelato, ma senza capelli non perché si rade come me. Ce l'ha presentato Bellavista. Aveva più di 10 telefonini. Ci siamo visti all'hotel Tocqueville, quello nel centro di Milano dove vanno i calciatori. Non ricordo il nome, ma se vedo la sua foto lo riconosco di sicuro. Voleva venderci gare combinate di Serie A. Dove erano coinvolte squadre del Sud: Catania, Palermo, Lecce, Napoli, eccetera. Ci diceva: "Andate sul sicuro con me". Ma voleva 600 mila euro per le informazioni. Ci siamo messi a ridere. Troppi".

Su Antonio Conte, invece, avrà poco da dire: "Carobbio ci ha detto che nello spogliatoio del Siena scommettevano quasi tutti. Una tv mi ha persino offerto 5 mila euro per un'intervista se parlavo anche di Conte. Come se le conoscessi. Ho rifiutato. Non ho nulla da dire su di lui: mai visto, mai sentito, mai provato a contattarlo, ma soprattutto non ho bisogno di soldi per parlare di quello che so".

Ed anche su Mauri, per lo meno lui: "Non l'ho mai incontrato. Lo ha fatto Hristiyan? Può darsi, lo dirà al magistrato. Perché anche lui si consegnerà. Io giocavo in quel periodo nel Chiasso, dovevo allenarmi. Hristiyan aveva molti altri contatti, si muoveva anche senza di me. Ho letto di Zamperini: ecco di quel filone so poco come di quello barese. Certo, ero a conoscenza che Masiello e altri erano avvicinabili. E non escludo la presenza di una banda ungherese: il mercato delle scommesse attira molte persone che vogliono fare affari e diversi calciatori non si fanno scrupoli a piazzare le informazioni su più tavoli. Chiedete a Gervasoni".

Gegic parla anche dei fratelli Cossato come assidui scommettitori, sottolineando quanto Gervasoni "sapeva dove bussare". Al contrario di Erodiani: "Ha provato a fregarci in occasione di Genoa-Lecce ed Inter-Lecce, spacciando altre persone per giocatori. Altri hanno preso la batosta. Non mi meraviglia: le scommesse sono una malattia. Molti calciatori iniziano per scherzo, hanno soldi da spendere. Poi è come una droga. E allora chiedi in giro ai tuoi colleghi, cerchi di sapere quale gara è sicura. In Italia da sempre le ultime partite sono un mercato. Prima delle scommesse erano solo favori sportivi: quest'anno serve a me, poi magari a te. L'arrivo delle scommesse ha destabilizzato tutto".

Il centro di tutto è l'Asia: "A Singapore sulle gare italiane di Serie A è possibile puntare sul live (durante la partita, ndr.) anche 15 mila euro alla volta. Ogni clic vale 15 mila euro. In venti minuti si possono mettere un sacco di soldi. E la quota di un Over se non ci sono gol, si alza. Ecco perché spesso nelle intercettazioni si raccomanda di restare 0-0 il più a lungo possibile. Per farlo bisogna coinvolgere molti giocatori. Ma se alle spalle di tutto c'è qualcuno disposto a mettere sul tavolo 10 milioni su una gara, secondo voi non farà di tutto per avere la certezza di quel risultato? Le scommesse sportive sono una piaga mondiale. Non so come si possano fermare. Vietarle credo sia impossibile. Chi ferma l'Asia? Bisogna blindare i giocatori, i dirigenti, gli arbitri. Dipende tutto da loro".

In conclusione spera che tutti possano far chiarezza su questa vicenda: "Dovrebbe costituirsi anche Hristiyan: è stanco come me. Magari avrà la faccia da delinquente, per via della cicatrice, ma non lo è. La storia che minacciavamo la gente è una cazzata. Ora che torno spero si chiarisca tutto. Voglio mettermi alle spalle questa vicenda. Con la giustizia non avevo mai avuto problemi".

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