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Il centrocampista biancoceleste sarebbe deferito solo per omessa denuncia, a meno che non emergano nuove prove, nel confronto di venerdì tra Palazzi e Salvini, gip di Cremona.

Una 'semplice' omessa denuncia. Ci sarebbe soltanto questo, al momento, a carico di Stefano Mauri, secondo gli ultimi, clamorosi rumors in arrivo da via Po. Troppo fragile, a quanto pare, l'ipotesi di illecito sportivo, per la quale il centrocampista della Lazio è finito addirittura in carcere. "Non c'entro niente con le scommesse", è andato più volte ripetendo ai magistrati che volevano estorcergli una confessione.

Niente da fare, invece, ed ecco che il pm federale Palazzi si è dovuto 'accontentare' dell'omessa denuncia, come evidenziato oggi dal 'Corriere dello Sport'. Venerdì il procuratore volerà a Cremona per acquisire eventualmente nuove prove dal gip Salvini. Qualora dovesse andar male, si procederà con il suddetto deferimento verso fine novembre.

Oggi, intanto, il giocatore verrà interrogato a Berna dal pm Elena Catenazzi, per cercare di chiarire la vicenda del conto bancario elvetico intestato alla madre, che lo accompagnerà in Svizzera. Non ci sono sufficienti riscontri su un collegamento del conto con il caso scommesse, per mancata coincidenza di date tra alcuni versamenti e le partite sospette (contro Genoa e Lecce). Resta in piedi, però, l'accusa di riciclaggio.

L'eventuale squalifica di Mauri, in assenza di nuovi elementi, dovrebbe essere di quattro mesi: se ne riparlerà, comunque, nel 2013.

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