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Andrea D'Amico tuona dopo la notizia dell'innocenza: "Sarebbe stato meglio che ci fosse stata una forma di garantismo, considerando anche il carattere del ragazzo".

Giugno 2012, Scommessopoli si abbatte sul calcio italiano sempre più. Italia pronta a disputare gli Europei che alla fine la vedranno finalista e seconda classificata dietro la Spagna di Del Bosque. Medaglia d'argento per gli azzurri, non per Mimmo Criscito.

Il giocatore dello Zenit, infatti, venen mandato a casa da Cesare Prandelli dopo la perquisizione della sua camera: codice etico adottato, Mimmo a casa. Ieri il giocatore è stato scagionato, con il diretto interessato su tutte le furie ripensando all'esclusione.

"Criscito non ha partecipato agli Europei per via di quell'avviso di garanzia dimenticando, in maniera ignorante, che l'avviso non significa colpevolezza" esplode di rabbia l'agente Andrea D'Amico, sentito da 'Radio Crc'. "Sarebbe stato meglio che ci fosse stata una forma di garantismo, considerando anche il carattere del ragazzo".

Oltretutto, continua il procuratore, "la giurisprudenza si basa sul principio di presunzione di innocenza. Adesso lui è contento perchè si è visto confermate tutte le sue affermazioni. La giustizia sportiva c'entra poco in questa storia perchè Mimmo non aveva avuto nessun tipo di codice etico. Poi, ci si basava solo su di una foto, non c'erano intercettazioni, non c'era nulla. Una maggiore tutela sarebbe stata indispensabile".

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