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Il difensore era stato infatti allontanato dal ritiro della Nazionale dopo essere stato perquisito a Coverciano per la presunta combine di Lazio-Genoa, e non per il derby.

Mimmo Criscito rialza la testa e grida al mondo la sua rabbia, mista a amarezza e rimpianto, per essere stato costretto a saltare gli Europei di Polonia e Ucraina in seguito alla decisione congiunta di Prandelli e della Federcalcio di rimandarlo a casa dopo la perquisizione subita nel ritiro azzurro a Coverciano su disposizione della Procura di Cremona.

Il difensore dello Zenit San Pietroburgo rivendica le sue ragioni all'indomani dell'archiviazione da parte del Pm genovese Mazzeo - cui il collega Di Martino aveva passato la pratica - dell'accusa di 'taroccamento' del derby Sampdoria-Genoa del maggio 2011 per 4 ex rossoblù, ovvero - oltre a Criscito - Palacio, Milanetto e Dainelli.

Ma la 'Gazzetta dello Sport' e il 'Corriere della Sera' oggi in edicola puntualizzano che non è stato quello il motivo dell'esclusione del giocatore. Criscito venne infatti indagato e perquisito a Coverciano per la presunta combine di Lazio-Genoa (ed in questo caso l'inchiesta a Cremona resta aperta, così come ci sarà a breve anche un filone sul fronte della giustizia sportiva). Da lì l'esclusione dall'Europeo.

Soltanto una settimana dopo scoppiò il caso del derby, che dunque non c'entra assolutamente nulla col suo allontamento da Coverciano. Insomma - fermo restando l'opinabilità della decisione della Figc - il giocatore partenopeo avrebbe comunque perso l'Europeo, anche se l'ultrà Leopizzi non avesse tirato in ballo il fantomatico 'derby della colletta' e qualcuno non gli fosse andato dietro...

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