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Il Dg della Juventus chiede a gran voce una riforma della giustizia sportiva: "Prima di tutto bisogna intervenire sulle leggi e le norme. Sono obsolete, da rifare".

La lunga squalifica di Antonio Conte - 10 mesi di stop in seguito ai fatti di Scommessopoli - è una ferita ancora sanguinante in casa Juventus e Beppe Marotta non può evitare di tornarci sopra nella lunga intervista a 'TuttoSport', auspicando una riforma dell'intera giustizia sportiva.

"Prima di tutto bisogna intervenire sulle leggi e le norme: sono obsolete, da rifare - spiega il Dg della società bianconera - Poi occorre operare affinché, quantomeno per ciò che concerne il calcio di primo livello, l'amministrazione della giustizia sia affidata a persone che vi si dedichino a tempo pieno. Del resto devono prendere decisioni che influiscono su aziende che hanno fatturati da centinaia di milioni di euro".

"Pensate, ad esempio, alla situazione di Pepe e Bonucci, poi risultati innocenti - argomenta Marotta - se mai fossero stati ingiustamente squalificati per 3 anni, la Juventus avrebbe dovuto segnare a bilancio una perdita di 18 milioni. Per non parlare, ovviamente, delle questioni personali ed emotive...".

Si passa poi nello specifico al caso Conte: "Il proscioglimento completo è l'obiettivo che il collegio di difesa si è prefisso. Nel dibattimento non ci sono prove concrete contro il nostro tecnico, che appunto è vittima di un sistema giudiziario molto precario e di una iniquità. La sua reazione umana è comprensibile: condannato, sentendosi innocente. Una richiesta danni da parte di Conte in caso di proscioglimento? Non so, so che il danno che sta patendo è forte, ma quelle sono scelte personali...".

Intanto Conte e la Federcalcio hanno designato i rispettivi arbitri per l'ultimo grado di giudizio davanti al Tnas: sono il Professor Guido Calvi e l'avvocato Enrico De Giovanni. Entrambi gli arbitri hanno fatto pervenire alla Segreteria del Tribunale supremo del Coni le rispettive accettazioni ed ora potranno indicare il terzo arbitro con funzioni di presidente del Collegio arbitrale. In caso contrario, provvederà il Presidente del Tnas.

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